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Un manager è sempre un leader?

by | Nov 19, 2021

“Leadership: l’arte di riuscire a far fare a qualcuno quello che tu vuoi perché lui lo desidera.” – Dwight David Eisenhower

Per qualcuno diventare manager può essere il raggiungimento del proprio obiettivo professionale e la realizzazione di un sogno riguardante la carriera, ma in realtà è l’inizio di un percorso sfidante.

Sempre più spesso, infatti, viene chiesto ai manager di ricoprire un ruolo trasversale, tra procedure e processi da far rispettare e trasmettere al proprio team l’abilità di sviluppare potenzialità che rendano il gruppo di lavoro efficiente e innovativo. Il manager, a questo punto, non ha più solo il compito di fornire direttive alle quali adeguarsi, ma di stimolare il capitale umano attraverso la propria leadership.

La funzione del leader è anche quella di sostenere e creare cambiamento, stabilendo la direzione dove l’azienda deve andare, attraverso un processo che sia induttivo; in poche parole, il leader deve avere una visione e deve saperla trasmettere.

Credo sia un pensiero condiviso quello che, tra tutte le attività possibili, una delle più complesse sia quella della gestione delle persone e chi si trova a ricoprire un ruolo manageriale, non sempre risulta un leader. Molte persone si identificano con il job tilte che compare sui loro biglietti da visita o sulle loro firme digitali, con il loro inquadramento, con la loro posizione nella gerarchia aziendale; e non con le responsabilità che il proprio ruolo richiede, soprattutto quelle legate ai collaboratori. 

E se un manager si svegliasse la mattina ponendosi la domanda “Cosa possa fare io, oggi, concretamente, per stimolare e migliorare il mio gruppo?”, cosa succederebbe? 

Chi è naturalmente predisposto alla leadership e chi fa emergere questa potenzialità nel tempo, attraverso l’esperienza, l’ispirazione, o corsi di formazione, riesce a trasmettere i valori e la direzione con i suoi comportamenti: dando l’esempio. Ma è anche il principale attore del cambiamento, genera nuovi punti di osservazione, è empatico, promuove le responsabilità nel team e riesce a motivare le persone con cui collabora. 

Questo potrebbe essere l’identikit sintetico di un Leader, ma tra il dire e il fare… c’è di mezzo il FARE.

Cosa fa un leader in 8 punti.

  1. Supporta la propria crescita professionale e dei propri colleghi 
  2. Coglie tutte le interazioni come opportunità di condivisione e riflessione 
  3. Espande energia e ottimismo
  4. Genera un clima di fiducia e autenticità
  5. Motiva e trasmette valori con l’esempio
  6. Riporta feedback accurati per il miglioramento
  7. Fa coaching entrando in empatia e ascoltando attivamente
  8. Orienta e persegue i propri obiettivi e di squadra attraverso le coaching skill sopra descritte

Come sempre, sono curiosa di sentire la tua opinione e ti lascio con una domanda: tra queste azioni ce n’è una in cui ti senti più forte e un’altra che potresti migliorare?

Ti aspetto.

credits: Foto di fauxels da Pexels

2 Comments

  1. Andrea

    Grazie Roberta! Sei sempre illuminante. Domandona: si può cercare di trasmettere valori e leadership anche “verso l’alto”? Verso i propri manager?

    Reply
    • Giovanni Magni

      Buongiorno Andrea, grazie per la domanda, inizio a darti una mia risposta e poi Roberta che ha scritto articolo immagino darà la sua. Si può cercare di trasmettere Valori e Leadership verso l’alto? Assolutamente si! Personalmente mi auguro che chi stia in “alto” abbia già dentro di se una leadership Autorevole e Valori utili all’azienda. E’ sempre possibile e utile allenare Leadership e/o allineare alcuni valori, è fantastico poter lavorare in azienda coinvolgendo anche i “piani alti” . Questo è il mio punto di vista in base alle mie esperienze. Grazie ancora Andrea. (Giovanni)

      Reply

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