CREA SAFETY COACHING. Cultura della sicurezza.

CREA SAFETY COACHING. Cultura della sicurezza.

IL SAFETY COACHING DI CREA

Il safety coaching di Crea.

LA SICUREZZA NON E’ UN COMMA

Ci sono persone. La cultura della sicurezza e D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 per creare sicurezza.

Cos’è e cosa fa il safety coaching? Cosa vuol dire oggi essere un RSPP? O comunque un’altra figura all’interno della filiera “sicurezza”? Perchè la figura del safety coaching?
Come si sa non basta una legge, una norma, a far si che una cosa divenga un valore condiviso. La percezione sociale è il reale termometro di quanto una normativa recepisca un valore etico e morale condiviso.

Milano non è diversa da Bologna, da Udine o da Verona. Ovunque andiamo sentiamo le stesse parole, lo stesso atteggiamento che ben conosce chi lavora nel settore.
Un esempio esplicativo per tutti. La normativa contro la pirateria a tutela dei diritti d’autore, ovvero il download o la copia illegittima di film ecc ecc. La legge c’è. Ma se c’è qualcuno che ha scaricato o si è fatto passare da un amico, un film o una canzone coperta da diritti d’autore e si sente un criminale, alzi la mano.

Come facciamo a far si che il fattore sicurezza divenga un valore condiviso e quindi un comportamento, un abito mentale, un’abitudine sana?

 COME CREARE SICUREZZA

Quella della sicurezza deve diventare un’ottica di sistema, vissuta e percepita, in primis da chi ne è responsabile, come una vera e propria “filiera produttiva”, il cui bene prodotto è per l’appunto la sicurezza in azienda e, per l’appunto, un bene, un valore.

Se la sicurezza non è percepita come fattore primario, la responsabilità (non parliamo degli articoli dal 15 al 20 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81) morale deve essere coniugata con il “dovere”. Non è un freddo comma che salva  l’incolumità di un lavoratore.

CREARE UNA FILERA DELLA SICUREZZA

E’ sentire sulla propria pelle che quel lavoratore è una persona, un microcosmo di vita, valori, affetti, sogni. Chi è quell’uomo, cosa sogna, cosa fa, ha una famiglia, ha dei figli? Spesso non sappiamo nulla di chi lavora per anni vicino a noi.

E’ un  dovere (morale) e responsabilità di qualcuno far tutto il possibile perchè questa persona torni a casa, la sera, dai suoi affetti, integro.

La figura chiave del safety coach, con gli strumenti che come CREA possiamo fornire, in ambito comunicativo e altro, deve poter accedere a questa modalità sensitiva, affinchè queste “tecniche” possano attecchire su un terreno fertile. Quando questi prerequisiti esistono, lo “switch” è facile e tende a propagarsi, a macchia d’olio, come un “virus” positivo.

Team Crea

AS

D. lgs n. 81 del 9 aprile 2008

COACHING E COMFORT ZONE

COACHING E COMFORT ZONE

LA COMFORT ZONE

Il coaching, è fondamentalmente un allenamento. Qualsiasi azione, pensiero, consapevolezza, comportamento, vogliamo sviluppare e far diventare parte integrante di noi, risponde allo stesso meccanismo di uso e potnziamento di un muscolo, movimento.  La comfort zone o zona di comfort è quell’area dove c’è il nostro conosciuto, quello che sappiamo e che sappiamo fare senza sforzo di apprendimento o sperimentazione. E’ il nostro sofà (divano) mentale.

LA PRIMA REGOLA

Sembra banale, ma non lo è affatto. Un coach eccellente deve innanzi tutto mettersi in un vero, reale e profondo ascolto del cliente e ciò presuppone la capacità di mettere da parte temporaneamente il proprio ego.  Il coaching è un processo dovge tutto ciò diventa indispensabile. Ma spazzare via se stessi dalla relazione, seppur per pochi istanti, è tutt’altro che facile.

Comporta una grande abilità e capacità di fare su se stessi quello che un buon coach deve necessariamente allenare nel suo coachee: uscire dalla zona di confort (comfort zone) ed entrare nella zona di apprendimento, la dove stà quel che non sappiamo, quel di cui abbiamo bisogno, quello che desideriamo. Ma questa learning zone è anche una stress zone, essendo già fuori dal conosciuto.

FUORI DALLA ZONA DI COMFORT C’E’ LA VITA

Fuori dalla zona di comfort c’è la nostra learning zona, l’area dell’apprendimento. Imparare ad abitarci o quanto meno ad entrare ed uscire agevolmente è la chiave di un buon percorso di coaching. L’allenamento lo farà diventare una nuova e potenziante convinzione che ci porterà assieme al cliente, ad avere la peak performance la prestazione eccellente, a portata di mano.

Un atteggiamento positivo e fiducioso verso le sfide accresce la nostra autostima e attraverso feedback positivi ma anche critici, impariamo a gestire la critica da chiunque, a percepirne sempre il lato costruttivo o comunque a farlo emergere e sottolinearlo, a rispondere in maniera flessibile alle situazioni problematiche.

Porsi ogni giorno qualche piccolo o grande obiettivo è cibo di qualità per la nostra mente e di conseguenza per la nostra salute generale ed il nostro equilibrio.

Detto questo, non dobbiamo scartare la zona di comfort. E’ quell’area dove possiamo riposare e comunque ricaricarci. E’ dove ci sono le relazioni e i rapporti con le persone che ci nutrono e ci stanno a cuore. Scegliere di starci quando ne abbiamo voglia o bisogno è assolutamente opportuno.

Angelo Storari

https://en.wikipedia.org/wiki/Comfort_zone

MENTAL TRAINING E GESTIONE DELLO STRESS

MENTAL TRAINING E GESTIONE DELLO STRESS

MENTAL TRAINING E GESTIONE DELLO STRESS (STRESS MANAGEMENT)

Il mental training ti fornisce strumenti concreti per utilizzare al meglio le tue potenzialità inespresse. Il tasso di efficacia nell’uso della nostra mente è stato calcolato attestarsi mediamente tra il 35 e il 45%.

Conoscere come influire sulla nostra energia, focalizzarla su ciò che riteniamo utile, modificare le “reazioni” depotenzianti e che sono in disequilibrio con il nostro essere, ci permette di ottenere risultati di successo nella vita, nello sport, nel business, nelle relazioni ed in ogni cosa che riteniamo importante per noi.

Le tecniche utilizzate durante i due giorni del seminario, permetteranno  a tutti i partecipanti di migliorare immediatamente le loro perfoRmance, fisiche e intellettuali !

Lo stress è un meccanismo di cui ci ha dotati l’evoluzione umana, un hardware di base votato alla vita e alla sicurezza. Come e quando decidere di attivarlo sono funzioni governate dalla mente, il software, su cui possiamo largamente intervenire a nostro vantaggio.

Creare nuove abitudini, nuove reazioni, nuovi atteggiamenti, più sani, funzionali a ciò che desideriamo, equivale a creare nuovi percorsi neuronali.

COSA PUOI FARE?

Tutto ciò avviene in noi ogni giorno, inconsapevolmente e spesso lentamente.

Il mental training ti fornisce le tecniche per fare tutto ciò velocemente e scegliendo ciò che ritieni opportuno per te.

Creare nuovi ancoraggi entrando nello stato di flow (flusso), detto anche esperienza ottimale o trance agonistica, è quello stato in cui si entra e non si avverte lo sforzo, la fatica e si ha la massima concentrazione e capacità, in uno stato di benessere che porta alla peak performance.

Se hai partecipato lascia un commento sull’esperienza vissuta, se non hai partecipato lascia un commento sull’argomento.