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COACHING E RESILIENZA

COACHING E RESILIENZA

COACHING E RESILIENZA. NON PUOI BATTERE CHI NON SI ARRENDE MAI.

Il coaching per raggiungere la versione migliore di te stesso

“Quando avevo cinque anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi: felice. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita.” JOHN LENNON

LA STORIA DI WARIS DIRIE, DA NOMADE A TOP MODEL

Lo dedichiamo a chi non si arrende mai. Specie se donna.

Viene dalla Somalia. E’ una top-model. E’ ricca e ha lavorato sulle passerelle di tutto il mondo. Ma nel passato di Waris Dirie c’è un dramma che non si può dimenticare: una mutilazione genitale subita da bambina. Arrivata a circa trent’anni (la sua età precisa non la conosce nemmeno lei, perché quando è nata nessuno ha segnato la data) Waris ha scritto la sua storia in un libro divenuto best seller. E oggi gira il mondo come ambasciatrice di Face to Face, la campagna Onu contro le mutilazioni genitali femminili.

Ha fondato “Fiori nel deserto” una ONG che ha salvato milioni di donne da questa barbara e retrograda usanza. Waris non è solo una ambasciatrice, ma è prima di tutto una vittima che ha avuto il coraggio di testimoniare. A cinque anni, la madre la portò nella foresta a farla “circoncidere”. A 12 anni era in procinto di essere sposa di un pastore di 60 anni. Ma scelse di fuggire, a piedi, attraversare il deserto, rischiando di morire, arrivare a Parigi, mendicare, trovare lavori umili, fino alla fama internazionale.

COSA C’INSEGNA QUESTA STORIA?

Uno dei fondamenti del coaching è trovare le proprie potenzialità e seguire le nostre idee, anche quando tutto e tutti, ambiente, circostanze  persone intorno a noi sembrano dirci che sbagliamo. A inseguire la propria libertà, verso autonomia, indipendenza, con coraggio, senza mai arrendersi.

Il primo passaggio è liberarsi delle credenze e convinzioni limitanti, indipendentemente da come si sono “istallate” nella nostra mente, che arrivino dall’esterno o siano frutto dell’elaborazione delle nostre esperienze.

Questo semplice gesto, questo atteggiamento, cambia e illumina la nostra vita e inevitabilmente, quella di tante altre persone.

RESILIENZA

Sta a indicare  la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Il coach accompagna il coachee a capire, trovare, riscoprire i suoi valori e ad allinearsi ad essi. Nulla può fermare una persona allineata a ciò che ha dentro, al suo potere interiore. La forza, la tenacia, la resilienza sono parte di tutti noi, bisogna solo trovare la chiave per farle emergere.

A Milano e Firenze aperte iscrizioni Scuola di Coaching

A chi non si arrende mai. Tifiamo per loro.

#Coachyourlife

AS Team Crea

COACHING E ARCHETIPI

COACHING E ARCHETIPI

COACHING E ARCHETIPI

Oggi vi parliamo di coaching e di come il coaching sia in relazione con gli archetipi.

COACHING

Partiamo dal presupposto che chi legge abbia una concezione di cosa è coaching e cosa non è, che si avvicina a quella di Crea (quindi di AICP  e della Federazione Internazionale), ma per farla breve un “processo” maieutico che stimola la riflessione creativa e l’apprendimento nel cliente, ovvero “Nella pratica il Coaching è un metodo di sviluppo personale e organizzativo che si basa sulla relazione di fiducia tra Coach e Cliente (Coachee) al fine di valorizzare e allenare le potenzialità del Cliente o dell’organizzazione per il raggiungimento di obiettivi definiti.”

ARCHETIPI

Gli archetipi sono comunemente associati a C. G. Jung e l’origine della parola è composita: arché (“originale”), típos (“modello”, “marchio”, “esemplare”, sono in parole povere dei modelli che in psicologia stanno ad indicare figure innate e predeterminate dell’inconscio umano, che ritroviamo in tutte le culture umane. Si manifestano nei miti e leggende, nelle fiabe, nella letteratura e nell’inconscio umano, insomma in tutte le forme di culture, scritte e verbali e per derivazione in mitologia,  nelle forme primitive alla base delle espressioni mitico-religiose dell’essere umano e, in narratologia, i metaconcetti di un’opera letteraria espressi nei suoi personaggi e nella struttura della narrativa di tutte le forme di espressione artistica (cinema, teatro, romanzi ecc).

Carol S. Pearson

COACHING E ARCHETIPI

Per semplicità e brevità ci rifacciamo, in queste poche righe in cui tenterò di esplicare la relazione tra coaching e archetipi, in particolare al testo “L’eroe dentro di Noi” (Astrolabio Ubaldini 1990) di Carol S. Pearson dove l’autrice si sofferma su 6 principali archetipi dello sviluppo umano. Infatti comunemente, oltre a questi 6 la stessa Pearson e altri autori  ne identificano altri, ma questi sono senz’altro basilari.

  1. innocente
  2. orfano
  3. viandante
  4. martire
  5. guerriero
  6. mago (eroe)

 

TAPPE EVOLUTIVE

Continuamente nella nostra vita siamo chiamati a ripercorrere queste tappe evolutive. Non mi soffermerò su tutti i passaggi, ma tutti noi, da adulti o da bambini, abbiamo momenti di “innocenza”, di amore puro e incontaminato, in cui siamo avvolti da un senso di protezione e sicurezza, di calore, all’interno di una relazione/situazione, in cui diamo e/o riceviamo cure, attenzione, affetto ecc ecc.

Inevitabilmente dobbiamo prima o poi, “cadere” da questo paradiso terrestre e scontrarci con sensazioni di delusione, perdita, abbandono o deprivazione, che fa parte della vita e della presa di contatto con una realtà “diversa” o che non vedevamo o che ci delude, in piccolo o in grande, inevitabilmente. Questo è l’archetipo dell’orfano.

Purtroppo l’influenza di questa modalità di “lettura ” della realtà, delle nostre vite, è potente e se non ce ne liberiamo, vivremo azzoppati anche le altre fasi evolutive.

L’orfano si sente deprivato di qualcosa a cui sente di aver diritto e la sua figura di riferimento è la ricerca del salvatore. Sia un partner, un collega di lavoro, un uomo politico, nella nsotra mente alberga l’idea recondita che prima o poi dovremmo incontrare quella situazione  persona che ci cambierà la vita ci ripagherà di quello che ci spetta.

COACHING

Il coaching favorisce un capovolgimento totale di questo paradigma e accompagna il coachee ad un processo di maturazione ed evoluzione verso il mago/eroe. Innanzi tutto il cambio di pensiero e focus. Non più “E’ mio diritto avere… essere (amato, benestante, rispettato ecc ecc)”. Lo spostamento di pensiero e consapevolezza del coachee è su “Cosa mi merito? Cosa penso di meritarmi dalla vita ecc ecc?”.

Il cambio comportamentale avviene quindi su questa base e nella chiamata di responsabilità che si tradurrà in comportamenti e azioni concrete del cliente: se questo è quello che pensi di meritarti, cosa farai da oggi, da ora, in quella direzione? Quando il cliente si assume la piena responsabilità della sua vita e/o lavoro ecc ecc e decide di agire per cambiare la situazione, attiva le sue risorse e anzichè lamentarsi inizia un percorso, un cammino interiore ed esteriore. Noi lo sviluppiamo ad esempio nelle sessioni ma anche nel nostro workshop di selfempowerment e leadership “Il Cammino dell’eroe“.

Il coachee comincia a vedere i tanti doni, le sue potenzialità, che la vita gli ha dato, le esperienze che ha vissuto, inizia a vedere come “esperienze” e, da “mago”, trasforma le battaglie della vita, del quotidiano o antiche, in qualcosa di prezioso. Una volta ultimato questo processo di autopotenziamento che accresce il suo senso intrinseco di autoefficacia, il cliente può apprezzare ciò che la vita porta, come un dono, nelle sue perfette imperfezioni, provando un senso intrinseco e irrevocabile di gratitudine per cio che è.

Il cliente coachee consapevolizza che alla fine il vero nemico” potente, era sempre stato dentro di se (T. Gallwey, The Inner game of tennis). Può così tornare  a sentirsi innocente (che non è innocuo, attenzione!)

AS

Team Crea

COACHING E AUTOEFFICACIA

COACHING E AUTOEFFICACIA

COACHING E AUTOEFFICACIA

Le teorie di Albert Bandura

“Fidarsi di SE STESSI  non garantisce il successo, ma NON FIDARSI garantisce il fallimento.”

Albert Bandura definisce il Senso di Autoefficacia come “le convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati.”
Oggi vi parliamo di coaching e autoefficacia, ovvero di uno dei maggiori esponenti della psicologia degli ultimi anni, Albert Bandura, a cui il coaching moderno deve moltissimo. I miei colleghi e amici spagnoli nella loro lingua che amo molto, traducono in questo modo (e ritengo che onomatopeicamente sia molto efficace) la frase di Bandura sopra riportata: “Confiar en ti mismo no garantiza el éxito, pero no hacerlo garantiza el fracaso“.

AUTOEFFICACIA

Non si tratta della fiducia in se stessi, che è afferente all’essere, ma della convinzione di adeguatezza per poter affrontare efficacemente determinati compiti, ed è quindi afferente alle prorie capacità. Quindi l’autoefficacia è un concetto sostanzialmente diverso rispetto all’autostima poiché “Il senso di autoefficacia riguarda giudizi di capacità personale mentre l’autostima riguarda giudizi di valore personale.” (A. Bandura).
Naturalmente, se una persona non si sente adeguata in una determinata attività, e se questa rientra nei propri parametri di valutazione personale, il senso di autoefficacia potrebbe intaccare anche l’autostima.
Il senso di autoefficacia non è l’insieme delle competenze che ci mettono nella condizione di fare bene qualcosa, ma è ciò che noi pensiamo riguardo le nostre possibilità di riuscire, e ciò regola poi il modo in cui ci poniamo davanti alle piccole e grandi scelte della vita.
Chiunque pensi di non farcela si è già arreso prima ancora di iniziare, non si pone obiettivi importanti e sfidanti, affronta qualunque situazione con il minimo sforzo o decide addirittura di non agire.

Inoltre la ricerca ha sviluppato in anni recenti un altro concetto importante legato all’autoefficacia: riferita all’abilità percepita di controllare, prevenire o gestire le potenziali difficoltà che possono sorgere nell’esecuzione di una particolare prestazione  (Maddux e Gosselin,2003).

Il compito del coach è quello di concentrarsi sempre sul senso di autoefficacia e sulla consapevolezza delle potenzialità del coachee, ricercando i suoi punti di forza e la motivazione intrinseca (competenze calde), invitandolo a riflettere e a prendersi cura di sé al fine di sviluppare il suo talento attraverso un allenamento mirato e continuo. Questo processo sarà poi fondamentale per la definizione degli obiettivi e per la realizzazione di un piano d’azione.

L’APPORTO DEL COACHING

Vediamo quale può essere l’apporto del coaching nella vita e nel lavoro del nostro cliente.

Innanzi tutto la correlazione è strettissima, in quanto Bandura ci mette a disposizione quattro strategie per l’autoefficacia:

  • Il coach va alla ricerca di esperienze dirette di gestione efficace del cliente e le usa come leva automotivazionale, infatti “le esperienze personali e la memoria di situazioni affrontate con successo rappresentano una fonte notevole per acquisire il senso di autoefficacia“. E’ compito del coach fare emergere ed evidenziare le esperienze positive, passate e presenti, valorizzando le strategie intraprese e i successi ottenuti.
  • Il coach crea curiosità e/o consapevelozza “vicarie, ovvero porta il coachee a riflettere e osservare persone e modelli positivi di conseguimento di obiettivi e successi attraverso l’azione e l’impegno” e incrementa la convinzione di potercela fare. Ovvero fa vacillare credenze e convinzioni limitanti del cliente rispetto alle proprie capacità e potenzialità.
  • Il coach ha fiducia nelle capacità del coachee.  La fiducia che gli altri ripongono in noi aiuta certamente a sviluppare il senso di autoefficacia. Secondo Bandura “le guide persuasorie devono essere abili nel riconoscere i punti deboli e i punti di forza e nel creare attività individualizzate adatte a trasformare le potenzialità in capacità effettive. Inoltre, per far sì che lo sviluppo personale progredisca, le persone abili nell’infondere il senso di efficacia incoraggiano gli altri a misurare i loro successi in termini di miglioramento personale piuttosto che di superamento delle prestazioni altrui”.
  • Il coach stimola il cliente alla “cura del sé”. Una buona condizione emotiva e sentirsi fisicamente e psicologicamente bene aumenta sicuramente il senso di autoefficacia. Il coach, pertanto, stimola acquisizione di consapevolezza del coachee volta al processo di selempowerment e l’allenamento delle potenzialità e promuove azioni e pensieri volti al benessere personale.

COACHING E AUTOEFFICACIA

Crea Coaching & Formazione promuove quotidianamente la diffusione e divulgazione del coaching nelle organizzazioni e nelle persone, con risvolti pratici e ricadute positive nel lavoro e nelle vite delle persone e delle aziende, anche attraverso le sue Scuole di Coaching. Le scuole Crea sono  riconosciute da AICP  e in processo di certificazione ICF,  condivindendo con queste due importanti realtà a livello nazionale e internazionale, la vision e la mission fondante del coaching, il cui fine ultimo sono autoefficacia e autonomia dei clienti, un senso di realizzazione personale e organizzativo.

A. S.

Team Crea

SELFEMPOWERMENT LEADERSHIP. IL CAMMINO DELL’EROE.

SELFEMPOWERMENT LEADERSHIP. IL CAMMINO DELL’EROE.

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SELFEMPOWERMENT LEADERSHIP

Come sviluppare la leadership?

Quello che accade abitualmente in un conflitto è che sembra più facile e meno faticoso, in apparenza, “rimanere nemici”, alimentati dall’energia della contrapposizione con il nemico. La tendenza è quella di cercare di vincere unilateralmente più che si può.

Si tratta del gioco a somma zero (io vinco/tu perdi; +1-1=0). In realtà, come si insegna il PON Program On Negotiation dell’Università di Harvard, cooperare è più conveniente che competere: vincere entrambi porta a far capire che si vince di più se si vince tutti (sistema win-win, contrapposto a quello win-lose).
Secondo la teoria dei giochi questo risultato viene definito “a somma positiva”.

Nella situazione conflittuale è come se si creasse un “vuoto”, un vacuum tra i contendenti, una no man’s land che ciascuno si sente in dovere di conquistare per vincere.

LA MEDIAZIONE

Fondamentale il riconoscimento che ciascuno dei contendenti ha il diritto di sentirsi libero, cosa che il conflitto ci toglie, in quanto ci incatena emotivamente. Riappropriarsi della propria vita e del senso di dignità che il conflitto può aver in qualche modo leso è spesso più importante del fatto in se.

LEADERSHIP

Essere leader come? Il vero leader è uno ed è quello assertivo.

Come si fa ad essere leader assertivi? Bisogna diventare direttore d’orchestra.

I componenti di un’orchestra suonano un solo strumento e seguono il loro spartito. Non possono e non devono curarsi di cosa suonano gli altri. Gli altri strumenti di cui dispone l’essere umano, parlando di stili comunicativi, oltre all’assertivo, sono aggressivo e passivo/disponibile. Il leader assertivo è colui che riesce a usare tutti gli strumentie farli suonare come e quando serve, perchè ne ha disponibilità. Se te ne manca uno, suonerai stonato. Ovviamente non puoi barare, suoneresti paradossale,  ma puoi “allenare” quegli stili comunicativi che non usi e farli diventare nelle tue corde.

Bionergetica, archetipi e coaching, un approccio innovativo di Crea

Angelo

Team Crea

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2020 ANNO DEI MIRACOLI

2020 ANNO DEI MIRACOLI

SE TU CI CREDI

Fai in modo che sia il 2020 l’ anno dei miracoli. Come? Sei tu il tuo miracolo. Non parliamo di religioni, anche se Karol Wojtyla disse:

Prendete per mano la vostra vita e fatene un capolavoro

Se non ci credi tu e speri in qualcuno che ci creda per te, stai guidando di notte nella nebbia a luci spente. Magari sei fortunato e arrivi dove vorresti. Di sicuro è meglio se procedi molto, molto lentamente, ma il tempo è sempre così poco… scorre inesorabile e ti prego di fidarti e credermi se lo dico, di certo ho qualche anno in più di te….

SII IL TUO MIRACOLO

Per chi o cosa stai vivendo? In quale direzione sta procedendo il tuo cammino? dove ti stai conducendo? Se vuoi puoi scegliere di percorrere “Il cammino dell’eroe”. Trova la tua leadership.

L’uomo che vuol dirigere un’orchestra deve saper girare le spalle alla folla

James Crook

Se vuoi, puoi. Puoi fare in modo che il 2020 sia un anno che ricorderai, l’anno del cambiamento. Come dice Alex Zanardi, “La vita è come il caffè. Puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi, ma se lo vuoi dolce devi muovere il cucchiaino. A stare fermi non succede niente.” E il tuo caffè resterà amaro, aggiungo. Ora che lo sai ed eticamente,  da coach ti devo mettere questa verità davanti, decidi tu che fare, qualsiasi decisione è quella giusta per te. Basta che poi non ti lamenti per come sei, dove, con chi e di ciò che hai. Stai raccogliendo ciò che semini.

#happynewyear #changeyourworld #coachyourlife #coaching Crea coaching & formazione dal 2016 abbiamo formato circa #300 #coach eccellenti a #Milano #Bologna #Firenze #Roma #Catania guidati da #valori profondi e dalla #consapevolezza che hanno il #potere di #cambiare in meglio la loro vita e quella di chi lo desidera. Siamo anche orgogliosi e  fieri del nostro paese e vogliamo un’ #Italia migliore.

#coachyourlife

Angelo Storari

Team Crea