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Coaching e cambiamento

Coaching e cambiamento

COACHING E CAMBIAMENTO

“Sappiamo molto bene cosa deve essere fatto, tutto ciò che manca è la volontà di farlo.” Nelson Mandela

IL CAMBIAMENTO COSTA

Tutti noi sappiamo molto, molto bene, cosa è giusto che sia fatto, come deve essere fatto, cosa è bene per noi. Ma c’è un virus contagiosissimo, da cui il coaching è stata la cura più efficace per guarirmi.

Il cambiamento (che definirei in maniera impropria “cambiamento di paradigma, rubando il concetto a Kuhn) costa. E’ quel momento nel vuoto, il primo passo che facciamo da bambini, lasciare una certezza per approdare ad un altra, magari potenziante rispetto alla precedente, ma ci vuole coraggio.

SI, IL CAMBIAMENTO COSTA, MA….

Certo, nella concezione del coaching, si parte dal desiderio, ma ci dev’essere il “will”, la volontà, accompagnato dlla consapevolezza che c’è, eccome, un prezzo da pagare. Qualcosa devi lasciare. Qualcosa a cui sei attaccato, che più spesso di quanto pensi, anche se negativo, ti ci attacchi come a uno scoglio. Spesso nella tua comfort zone ci stai, magari non proprio bene, diciamo pure malino, ma ti da sicurezza, è il nostro conosciuto e lo sconosciuto ci spaventa un pò.

In realtà c’è la fregatura…. COMUNQUE PAGHI UN PREZZO. Anche il non cambiamento costa.

Ma il coach non farà il lavoro per te!

COME FUNZIONA LA NOSTRA MENTE?

La fregatura è tutta lì, nel nostro evolutissimo cervello. Evoluzione che ci ha permesso di sopravvivere e prosperare, uscendo, ricordiamecelo, dalla catena alimentare.

C’è un bel film di animazione sui cavernicoli, “I Croods” e dobbiamo sempre ricordarci che da allora, poche decine di migliaia di anni, non ci siamo ancora evoluti, troppo breve il lasso di tempo trascoro in termini evolutivi. Ebbene come per i Croods, per il nostro cervello, cavernicolo, CAMBIAMENTO = PERICOLO/MORTE. Il meccanismo è esattamente lo stesso, che sia un’azienda o che sia nella vita di una persona.

In realtà sappiamo che così non è e che dentro di noi c’è un impulso fortissimo, un istinto altrettanto forte al cambiamento: il primo passo, la scoperta del nuovo, la curiosità che ci porta ad esplorare noi stessi e il mondo, ad affrontare le sfide.

A TE SCEGLIERE

Il coach è quella figura professionale che ti porterà a scegliere, sfidando se serve, le convinzioni a cui ci attacchiamo per avere sicurezza. Ti sostiene e ti accompagna nel momento della scelta e del distacco, spostando il focus della sicurezza. Quella che stai alimentando e che ti da forza ora, anche se una situazione non troppo comoda, è quella che tecnicamente viene definita anche da Whitmore   una “sottopersonalità”.

Quindi se veramente vorrai fare il salto, per la prima volta, il coach è lì con te ad assistere allo spettacolo più bello del mondo: un essere umano che decide, sceglie, vuole e agisce, che evolve e cresce. Le volte successive sarai autonomo, perchè hai imparato un metodo e sai che puoi farcela.

Se invece decidi di restare come sei, è giusto così. Ma comunque il coaching è la cura più efficace che conosco per un virus contagiosissimo, pericoloso:

LA LAMENTITE.

Ad ottobre partenza scuola di coachig a Roma, a novembre è la volta di Milano.

AS

TEAM CREA

 

 

DIETE E COACHING

DIETE E COACHING

DIETE E COACHING, ECCO PERCHE’ DI SOLITO LE DIETE (NON) FUNZIONANO

Dieta e coaching? Il concetto è che se le diete funzionassero, saremmo quasi tutti magri, no? A febbraio, passate le feste, qualcuno comincia a pensare alla primavera e alle prime uscite, alle spiagge immininenti. Immancabilmente si torna a guardarsi allo specchio e si misurano i “rotolini”.
bene, vi sveliamo un segreto di pulcinella, perchè molti di voi già lo sanno:
le diete spesso non funzionano!

L’EVOLUZIONE DEL CERVELLO UMANO

Il motivo è molto molto semplice: la nostra mente è programmata per sopravvivere, non per vivere felici.
Da un punto di vista evolutivo, qualche migliaio di anni è nulla! Ed è solo da alcune centinaia di anni che l’essere umano non vive più nel pericolo (di non trovare cibo o di diventare la colazione di qualcun altro).
Ce lo spiega in questo bellissimo video di TED, la neuroscienziata Sandra Aamodt, con una lezione importante su come il nostro cervello regola il nostro corpo e il senso della fame, spiegando perché non solo la maggior parte delle diete non funziona, ma anzi è più probabile che faccia male. Ci suggerisce inoltre idee su come vivere intuitivamente una vita meno ossessionata dalla dieta. Negli Stati Uniti, l’80% delle ragazze è stato a dieta prima dei 10 anni.

 

Immaginatevi che volete abbellire la vostra casa, attaccando un quadro al muro. Chiodo e martello, cominciate a martellare. Ma il quadro non sta su e dovete continuare a martellare. Ancora, ancora e ancora, appena smettete, il quadro cade.
Lo fareste? Avrebbe senso?
Questo è il concetto tradizionale di dieta, continuare a martellare!

SE VOLETE ESSERE IN FORMA CANCELLATE IL CONCETTO DI DIETA DALLA VOSTRA MENTE

Dovete ingannare la vostra mente! Se perdete un sacco di peso, il vostro cervello reagisce come se stesse morendo di fame. In una ricerca alla Columbia University hanno scoperto che le persone che hanno perso il 10 per cento del loro peso corporeo bruciano 250-400 calorie in meno perché il loro metabolismo è soppresso. Cinque anni dopo una dieta, la maggior parte delle persone ha riguadagnato il peso. Il quaranta per cento di loro ne ha guadagnato anche di più. Se pensate a questo,il risultato tipico della dieta è che molto probabilmente, a lungo termine, guadagnerete peso piuttosto che perderlo.
Mangiate molto, molto spesso e ingannate la vostra mente dandovi qualcosa prima! Conoscete persone che fanno 10 euro di benzina alla volta? E’ illogico, consumano benzina 5 volte per andare al distributore in più, di chi fa 50 euro alla volta. Invece dovete fare proprio la cosa illogica.
Impegnate la vostra mente in attività nuove. Sapete che da studi statistici, la maggior parte delle persone è sempre leggermente disidratata?
Cambiare abitudini e stile di vita è la svolta e dovete, anche con il coaching, allenare uno stile di vita nuovo perchè si consolidi.

CHE FARE? CONSAPEVOLEZZA E COACHING

Capire i segnali del proprio corpo, mangiare quando avete fame e vi fermate quando siete pieni, perché un sacco di aumento di peso si riduce al mangiare quando non si ha fame.

Sedetevi a pasti regolari, senza distrazioni. Pensare a come il vostro corpo si sente quando iniziate a mangiare e quando vi fermate, e lasciate che la vostra fame decida quando dovete smettere.

Sviluppate la vostra creatività, ci sono decine di trucchetti che potete trovare! Io ad esempio ho messo via il servizio di piatti, fatto un bello scatolone e portato in cantina.
Perchè non ci rendiamo conto di quanto seguiamo i dettami delle mode. Negli anni ci hanno “imposto” piatti di dimensioni sempre più grandi. Perciò sono andato a cercare un servizio nuovo, con piatti piccoli.
Sembra una banalità, ma l’occhio attiva neurorecettori e un piatto gigantesco farà sembrare ciò che impiattate, piccolo piccolo, poco cibo.
Cambiate modo di fare la spesa. Prendetevi almeno mezz’ora in più del tempo che usate normalmente, solo per osservare con occhi nuovi.
Sicuramente ci sono un sacco di cibi che normalmente ignorate.
Ricordatevi che la disposizioni dei cibi nei negozi NON E’ CASUALE MA C’E’ DIETRO UNA STRATEGIA DI MERCHANDISING.

CAMBIATE ABITUDINI

Un dietista, un nutrizionista e un coach posso accompagnarvi e allenarvi al cambiamento, se lo volete veramente.

Angelo Storari
Team Crea

Bibliografia: “Il cervello affamato”– Come riconoscere i falsi stimoli del cervello e imparare a controllare la fame nervosa. Capire la nostra mente per mangiare meno.

Stephan Guyenet 2017, Newton Compton

COACHING E FERTILITA

COACHING E FERTILITA

COACHING E FERTILITA’

Il coaching e il percorso verso una “nuova fertilità”.

di Tamara Gavazzi Coach Professionista

Cos’è l’infertilità?

Secondo la definizione dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), l’infertilità è uno stato temporaneo di mancanza di fertilità che rende difficile il concepimento. Una coppia si dice infertile quando, dopo 12/18 mesi di tentativi mirati, non riesce a concepire. Può essere dovuta a fattori genetici, ambientali, comportamentali, alimentari, psicologici o fisici. Rispetto al passato l’attenzione che si dedica a questa che è stata definita una patologia è maggiore.

Sono aumentati gli studi intorno alla mancanza di fertilità, a come intervenire a livello medico, alla varietà di soluzioni possibili.  Tuttavia c’è ancora poca  informazione su quello che l’infertilità lascia nella vita delle persone che la vivono. C’è un profondo tabù che aleggia intorno all’argomento, questo crea una sorta di muro tra chi lo vive e la società.

Una diagnosi di infertilità potrebbe creare nella coppia una vera e propria crisi di vita, una serie di difficoltà che minano sia l’equilibrio di coppia che quello individuale e sociale.

Dalla psicologia l’infertilità viene paragonata ad un lutto: è la fine di un sogno condiviso.  Questo anche se l’infertilità, per definizione, è una condizione transitoria e passeggera.

Possono essere minate le basi dell’identità sia dell’individuo che della coppia. Quello che si pensava di essere o di potere essere si sta dimostrando diverso da quello che si è o si può.

Possono entrare in gioco sentimenti e stati d’animo come la vergogna, il senso di impotenza, la rabbia, il senso di colpa, l’isolamento e il senso di solitudine, il dolore, la disperazione e la confusione. Proprio a causa della disinformazione e della non conoscenza (ignoranza nel senso proprio di ‘ignorare’), per familiari, amici e conoscenti non è facile stare vicini o supportare nel modo adeguato le coppie che vivono questa situazione.

Obiettivo del coaching

è quello di dare la possibilità, a chi ha una fertilità latente, di ritrovare una nuova armonia con sé stesso, con il partner e con gli altri.

Di riscoprirsi, di incrementare il proprio benessere fisico, mentale e spirituale trasformando così un periodo che da molti viene definito devastante, nell’opportunità di esprimersi a pieno e di essere veramente felici. Il beneficio di questo percorso non si ferma al momento presente, ma si riflette sia sul passato. Che viene rivisto in una veste nuova e, quindi, rivalutato, sia sul futuro, poiché le consapevolezze acquisite tendono a rafforzarsi nel tempo, portandosi anche nel rapporto con un eventuale figlio.

I benefici che una coppia può ricevere da un percorso di coaching sono notevoli, soprattutto perché alla base c’è quasi sempre un conflitto, una necessità che non viene detta, ascoltata, accolta, soddisfatta .

L’ascolto è quello che maggiormente permette di capire e di capirsi. L’ascolto è un’azione che è fondamentale nella coppia, può e deve essere allenata e la figura professionale del Coach può assumere un ruolo cardine nell’accompagnare la coppia nel farlo.

Ciò che un percorso di coaching punta a realizzare è il ripristino di un equilibrio inter e intra personale che porta la coppia a ritrovare l’armonia perduta.

Alcuni dei fattori che influenzano maggiormente la fertilità sono la serenità ed uno stile di vita sano, sotto tutti i punti di vista. L’attenzione della coppia si focalizza sull’identificazione di obiettivi da raggiungere volta per volta per allenare le capacità che emergono man mano, al fine di arrivare al futuro desiderato.

L’ascolto attivo e le domande efficaci e potenzianti

sono lo strumento principale che viene usato dal coach ed hanno una doppia valenza: consentono al coach di inquadrare la situazione, di individuare le potenzialità espresse e quelle inespresse o, addirittura, represse, di renderne consapevole il coachee e di metterlo di fronte a sé stesso, in modo che possa individuare e superare ostacoli e convinzioni limitanti, e trovare quella motivazione utile per superare e trasformare il momento.

 “La felicità autentica consiste nel provare emozioni positive riguardo al passato e al futuro, nell’assaporare sensazioni positive derivanti dai tanti piaceri dell’esistenza, nel trarre abbondante gratificazione dalle proprie potenzialità personali e nell’usare tali potenzialità al servizio di qualcosa di più grande…”  (Martin Seligman, ‘La costruzione della felicità’)