PERCHE’ NON RAGGIUNGI GLI OBIETTIVI? SCOPRILO CON IL COACHING

PERCHE’ NON RAGGIUNGI GLI OBIETTIVI? SCOPRILO CON IL COACHING

CHI SEI – LEVA DOLORE LEVA PIACERE- PERCHE LE PERSONE NON RAGGIUNGONO GLI OBIETTIVI

CHI SEI? CONSAPEVOLEZZA

Qualsiasi cosa nella vita tu decida, sappi che vai bene così come sei, che non c’è nulla di sbagliato in te, ne tantomeno nelle altre persone. Dobbiamo solo, se vogliamo veramente cambiare proattivamente la nostra vita, imparare cose nuove. Il coaching è uno strumento potentissimo per farlo. Noi di CREA abbiamo da metterti a disposizione il nostro metodo, il Metodo CREA, che denifiamo con tre aggettivi: semplice, efficace e divertente. Ma ce ne sono tanti altri ed efficaci, nel coaching e non solo, sia chiaro.

Il passaggio indispensabile è la prima lettera di CREA, la C di Consapevolezza. Ma sappiatelo: non è sempre facile, non è quasi mai facile e non è, spesso, indolore.

LEVA DOLORE, LEVA PIACERE

Per capire chi sei, innanzi tutto, devi tenere in considerazione un meccanismo evolutivo, di sopravvivenza, che la fisiologia dell’uomo ha sviluppato nei milleni, durante il suo cammino evolutivo. E’ anche uno dei meccanismi che principalmente, se mal usato, se non ne siamo consapevoli, ci porta automaticamente a rinunciare ai nostri obiettivi.

Sei una persona verso a… o sei una persona via da…?

Le persone, noi tutti, in realtà siamo un mix delle due. Ma dobbiamo sapere quale prevale normalmente in noi e cambiare il tiro, se occorre, nella nostra vita e nella nostra azienda ecc ecc. Dobbiamo sapere anche quale leva agisce principalmente nelle persone a noi vicine, nel nostro team di lavoro, ecc ecc.

Le persone via da, prevalentemente, mettono in atto il pensiero via da, ovvero via dal dolore e mettono in campo comportamenti di evitamento. Il meccanismo evolutivo è quello potentissimo di evitare il dolore, la sofferenza, le ferite, perchè nella nostra mente scatta l’equazione DOLORE=ESTINZIONE.

Le persone verso, mettono in atto pensieri positivi, di azione, di movimento,mettendo in atto meccanismi evolutivi altrettanto potenti, come ad esempio la curiosità, l’amore per il sapere e la scoperta, l’evoluzione, la conquista.

Il coaching, un percorso con un coach, ci rende consapevoli di questo e ci allena a spostare il nostro focus sul meccanismo che stiamo adottando ed eventualmente, a spostarlo e a mettere energia su quello che ci è maggiormente utile e produttivo nella situazione che vogliamo cambiare, senza giudizio su quale sia quella opportuna.

PERCHE’ LE PERSONE NON RAGGIUNGONO GLI OBIETTIVI?

Ci sono numerosi meccanismi oltre a quello del paragrafo precedente, che ci ostacolano nel raggiungimento dei nostri obiettivi. Ve ne citerò un’altro potentissimo e colegato al precedente, ma prima dobbiamo chiarire due cose.

La prima: per raggiungere degli obiettivi, sembrerà banale, ma non lo è, dobbiamo PORCELI! Dobbiamo avere degli obiettivi e non tutti li hanno! Ne parlo anche nel precedente articolo sulla motivazione in azienda e non solo, “Coaching & fatturato”.

La seconda: nessuno ci insegna, spesso, che è fondamentale per raggiungere degli obiettivi, avere un metodo per DEFINIRLI. Un obiettivo che non ha determinate caratteristiche, che non sia definito, mediante indicatori MOLTO precisi, diventa irraggiugibile come i buoni propositi di Capodanno. Noi di CREA abbiamo definito il nsotro, ovvero Obiettivo C.R.E.A.T.I.V.O.

Se ti riconosci nella prima, va benissimo. Se ti riconosci nella seconda, o nella prima, ma vuoi cambiare, IL COACHING FA PER TE e ti darà gli strumenti per arrivarci.

Infine, ti sveliamo un altro meccanismo potentissimo che ci impedisce di arrivare. Viene definito in psicologia “Meccanismo dell’attenzione selettiva”. Di suo, come il precedente non ci impedisce nulla. E’ quello che ci permette di focalizzarci, di concentraci su una cosa dimenticando tutto il resto. E’ potentissimo nei bambini, ci ha permesso di evolverci, di diventare cacciatori/raccoglitori ed iniziare ad usare strumenti (problem solving). Per approfondimenti cerca SAR.

Ma….. CI FA VEDERE SOLO QUEL CHE VOGLIAMO VEDERE! In effetti noi non vediamo mail il mondo, la realtà! Noi abbiamo una VISIONE della realtà! (Teoria della Gestalt). Ed è tutt’altra cosa. Purtroppo, se non ne siamo consapevoli, se non ci confrontiamo con un caoch, non ci rendiamo conto che vediamo una realtà che ci conferma quello cha già pensiamo, sappiamo (ovvero crediamo di sapere), quello che ci interessa vedere e mettiamo in atto le Profezie autoadempienti” coniate dal grande sociologo americano Merton.

Il coaching è la leva potentissima che ci da la forza, facendo leva per l’appunto, sulle nostre potenzialità, di “sollevare” la nostra vita, la nostra azienda, il nostro lavoro.

A.S. Team Crea

L’ANNO DELLA PANDEMIA O L’ANNO DELLA SVOLTA?

L’ANNO DELLA PANDEMIA O L’ANNO DELLA SVOLTA?

L’ANNO DELLA PANDEMIA, O L’ANNO DEI MIRACOLI?

Eppure tutti i giorni io sto vedendo miracoli. Vi state rendendo conto, o ancora no? Come sarà ricordato tra 20 anni, questo 2020? Come sarete voi, come saremo noi?

Vi state rendendo conto che improvvisamente, senza giudicare, ma quel che sta accadendo, in un attimo ha spazzato via tutto quel che ritenevamo certo, assodato, consolidato? Che tutte le categorie di riferimento che ci servivano per interpretare, leggere e catalogare la realtà, sono saltate? Beh, prima ve ne rendete conto, prima cominciate e cominciamo, anche attraverso l’uso di strumenti innovativi, tra cui il coaching, a cercare nuovi strumenti e punti di riferimento, meglio è.

Oppure saremo superati, cancellati dalla storia. Sono melodrammatico? Fai in modo che sia il 2020 l’ anno dei miracoli. Come? Sei tu il tuo miracolo. Non parliamo di religioni, anche se Karol Wojtyla disse:

Prendete per mano la vostra vita e fatene un capolavoro

Se non ci credi tu e speri in qualcuno che ci creda per te, stai guidando di notte nella nebbia a luci spente. Magari sei fortunato e arrivi dove vorresti. Di sicuro è meglio se procedi molto, molto lentamente, ma il tempo è sempre così poco… scorre inesorabile e ti prego di fidarti e credermi se lo dico, di certo ho qualche anno in più di te….

E’ ora di pensare nuovi linguaggi, avere un nuovo manuale, un nuovo glossario, perchè cio che avevamo prima servirà solo per capire cosa era vecchio e cosa andava cambiato. Servono pensieri e linguaggi molto molto ampi, lunghi come grandi piste di atterraggio. Il pensiero stretto e corto amio avviso è finito una volta per sempre. Dobbiamo immaginarci e proiettarci in là, nel tempo e nello spazio. Il mio giardino di casa è Hong Kong, Nairobi o Tegucigalpa. Se pensi ancora che quel che accade ora, in questo istante, là, non ti riguarda, scusa la brutalità, sei finito.

SII IL TUO MIRACOLO

Per chi o cosa stai vivendo? In quale direzione sta procedendo il tuo cammino? Dove ti stai conducendo? Se vuoi puoi scegliere di percorrere  un cammino che ti porta verso la tua leadership.

L’uomo che vuol dirigere un’orchestra deve saper girare le spalle alla folla

James Crook

Se vuoi, puoi. Puoi fare in modo che il 2020 sia un anno che ricorderai, l’anno del cambiamento. Come dice Alex Zanardi, “La vita è come il caffè. Puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi, ma se lo vuoi dolce devi muovere il cucchiaino. A stare fermi non succede niente.” E il tuo caffè resterà amaro, aggiungo. Ora che lo sai ed eticamente,  da coach ti devo mettere questa verità davanti, decidi tu che fare, qualsiasi decisione è quella giusta per te. Basta che poi non ti lamenti per come sei, dove, con chi e di ciò che hai. Stai raccogliendo ciò che semini.

MUOVITI ORA

Con il coaching alleni la tua resilienza, la duttilità, senza perdere il centro di te stesso. Elasticità mentale, vision, concretezza al tempo stesso, leggerezza, plasticità, emozioni, condivisione, sono caratteristiche del coaching e a mio avviso, sono alcuni dei termini del glossario indispensabile per il cammino futuro. Insieme alle 5 C della sopravvivenza, ma alla base, devi scegliere, se vuoi fare ancora molta strada, di viaggiare leggero e portare nel tuo zaino solo poche cose importanti.

Crea coaching & formazione dal 2016 abbiamo formato oltre 300 #coach eccellenti a #Milano #Bologna #Firenze #Roma #Catania guidati da #valori profondi e dalla #consapevolezza che hanno il #potere di #cambiare in meglio la loro vita e quella di chi lo desidera. Siamo anche orgogliosi e  fieri del nostro paese e vogliamo un’ #Italia migliore.

#coachyourlife

Angelo Storari

Team Crea

COACHING E FATTURATO

COACHING E FATTURATO

Coaching e fatturato. Ma non solo. Parliamo di coaching e fatturato, difatti noi di Crea portiamo il business coaching e ci sentiamo allineati con i nostri valori, solo se l’investimento fatto dall’azienda su di noi, ha una ricaduta positiva nel benessere anche economico del gruppo.

E dei collaboratori. Qualunque organizzazione umana in senso lato ha come scopo di produrre qualcosa, sia il dopolavoro aziendale che il gruppo di preghiera o di canto. Sia esso divertimento, una preghiera migliore, un gospel migliore.

Il fatturato come ben sappiamo è composto da vari fattori, uno di essi lo definisco la “redditivita” di un’azienda o team.

Spero di firnire alcuni spunti di riflessione, sperando di fare cosa utile per alcune figure chiave in un’organizzazione.

Siano i cosiddetti HR, responsabili delle Risorse Umane e molti altri (sono consapevole che uno dei miei tanti mentori, il compianto Francesco Novara verrà di notte a tirarmi i piedi, ogni volta che uso la parola HR, che lo schifava!) e ancora a monte, a partire da chi si occupa di RS, ricerca e selezione, i Recruiter(s) eccetera eccetera.

Sono fattori con cui tutti gli HR e complessivamente tutte le aziende hanno a che fare ogni giorno. Difatti la ricaduta è concreta e si traduce materialmente in: “tasso di abbandono” (le persone che cambiano lavoro/azienda, su cui magari è stato investito molto in formazione ecc ecc), assenze per malattia/infortunio e altro.

Ora, se le figure chiave analizzando questi dati li parametrano ai tassi “fisiologici”, hanno immediatamente un quadro lampante della loro realtà con il quale raffrontarsi ad altri decision makers. Ci sono a nostra disposizione fiumi di indagini statistiche serie sulla ricaduta dei fattori “ambientali e di clima e motivazionali” sulla produttività dei collaboratori. Ma se nelle vostre realtà avete già deciso che va bene così, che si è sempre fatto così, non perdete tempo e smettete di leggere.

COSE CHE DOV (E) (RES)TE CONOSCERE

Moltissimi conoscono la Piramide di Maslow, ma una evoluzione e contributo fondamentale è stato fornito dalla Teoria dei fattori duali o teoria “motivazione-igiene” di Herzberg, forse meno noto ma molto molto interessante.
Per Herzberg il compito dell’organizzazione è quello di stimolare, individuare e rendere operanti i fattori motivazionali positivi dell’individuo attraverso il lavoro stesso.
Egli condusse una serie di studi e ricollegandosi alla teoria elaborata da Maslow, indagò il modo in cui si sviluppano i bisogni di stima e di autorealizzazione del lavoratore.

Dalle sue ricerche emerge che vi sono due tipi di fattori che incidono sulla soddisfazione e sull’insoddisfazione lavorativa: i fattori igienici e i fattori motivanti. Soddisfazione e insoddisfazione vengono distinti.
I fattori igienici si collegano al contesto ambientale in senso lato del lavoro e alla sua retribuzione. Esempi di essi potrebbero essere lo stipendio, le relazioni interpersonali con pari e superiori, l’ambiente fisico di lavoro, (spazi troppo angusti o troppo dispersivi, la prossemica) le condizioni di sicurezza, le procedure aziendali, la presenza di direttive chiare. Per l’autore questi fattori non sono direttamente motivanti, ma se non sono presenti inducono una certa insoddisfazione.

ALLA RICERCA DELLA MOTIVAZIONE

La distinzione tra questi due fattori sta nel fatto che i fattori igienici sono inerenti al “contesto” lavorativo, mentre i fattori motivanti riguardano i “contenuti” del lavoro in sé.
La teoria di Herzberg sfida l’erronea convinzione che se una persona risulta insoddisfatta di qualche aspetto del proprio lavoro, come ad esempio potrebbe essere la retribuzione economica, bisogna far sì che tale aspetto venga modificato per accrescere la motivazione.
Ma non è esattamente così, in quanto insoddisfazione lavorativa non equivale a scarsa motivazione, così come una diminuzione di insoddisfazione non si tradurrà nella comparsa di soddisfazione che indurrà i lavoratori ad operare con il giusto stimolo.
Per ottenere una soddisfazione positiva sarebbe opportuno che si agisse non sui fattori igienici, ma sui fattori motivanti e quindi relativi al contenuto del proprio lavoro .

Un interessante case history di parecchi anni fa fu l’icentivazione dei casellanti alla riscossione del pedaggio autostradale, che nei turni di notte si addormentavano (motivo per cui, poi, misero le sbarre). Un aumento salariale diminuì il fenomeno del mancato incasso notturno, diminuendo la “alta insoddisfazione” e portandola a “bassa”, ma non la “soddisfazione. Dopo alcuni mesi la situazione tornò ad essere come prima.

Soddisfazione e insoddisfazione lavorativa non sono due valori positivi e negativi, l’uno l’opposto dell’altro, bensì due dimensioni distinte che si muovono su due piani paralleli. Qualora siano assenti i fattori igienici sarà sicuramente presente un certo malcontento, ma se sono presenti riducono il livello di insoddisfazione senza accrescere la motivazione.

I fattori motivanti migliorano effettivamente la prestazione, modificando la natura stessa del lavoro, rendendolo più stimolante e gratificante. Riguardano infatti quegli elementi relativi al soddisfacimento di bisogni superiori e di conseguenza portano ad una maggiore produttività. L’assenza di questi fattori non determina insoddisfazione, ma non consente nemmeno di semtirsi soddisfatti e fare il cosiddetto “passo in più”, di avere la giusta motivazione.

Concludendo si può quindi asserire che “non insoddisfazione”, e quindi lavoro senza evidenti malcontenti, non equivale a lavoro “stimolante”, motivante, in grado di dare quella spinta in più nel raggiungere gli obiettivi preposti con lo stimolo giusto.

NON C’E’ TRIPPA PER GATTI

Attenzione al coaching, attenzione a conoscere le persone, attenzione a chi e come si seleziona, all’organigramma.

Potete creare alto engagement e coinvolgere i collaboratori con una grande attenzione alla comunicazione interna (ne scriverò a parte, giacchè è un fattore aziendale fondamentale, a volte trascurato, come se il cuore non comunicasse con i reni). Potete aumentare retribuzione, premi, fringe benefits?

Certo, ma con quali risultati, se lo fate verso il prezzolato di turno? Alla prima occasione fossero poche lire in più, vi abbandonerà. O se per mancanza di direttive chiare e condivise, di priorità, una persona si trova 60 e mail al giorno tutte urgenti e quindi nessuna urgente e poi va in burn out? Bisognerebbe indirizzare diversamente la politica aziendale, magari non tutti sanno che ci sono tanti strumenti per farlo, tipo OKR (https://weekdone.com/) ma molti altri.

Ma… c’è il trucco.

Herzberg ci dice che le persone possono essere classificate in due tipologie:

ricercatori di motivazione, alla ricerca di soddisfazione intrinseca al lavoro

ricercatori di igiene, alla ricerca di benessere economico, ambiente fisico confortevole, tranquilla collaborazione tra colleghi.
Solo la prima categoria di individui si può avviare verso la parte alta della piramide di Maslow, la seconda non è interessata a farlo e non lo farà mai. Sarà sempre e fondamentalmente, qualsiasi investimento si faccia, un esecutore, puntuale, bravissimo e anche fedele, se i fattori igienici sono soddisfatti. Anche un eccellente problem solver magari. Un eccellente manager certamente, un leader molto difficilmente. Se in azienda avete persone della prima categoria, ma alle 18.00 lasciano cadere la penna e corrono a fare altro (che li soddisfa, magari l’allenatore della squadra amatoriale), fatevi due domande. Il lavoratore che si sente realizzato sarà disposto a dare sempre il meglio di sé.

Il business coaching, il coaching organizzativo ed il team coaching di Crea possono essere un valido strumento in affiancamento a tutte queste fasi per le aziende che vogliono fare la differenza, evolvere e crescere.

Se sei un HR, ma ancor prima un selezionatore, conoscere questi fattori, tenerli in considerazione quando si ricerca personale, a seconda del ruolo che si va a ricoprire, ti potrebbe permettere di evitare ancor più di mettere le persone al posto sbagliato. Non c’è da parte mia nessuna forma di giudizio verso una tipologia o un altra di persone, possono essere tutte utilissime se impiegate nel giusto contesto.

Il coaching e alcune tecniche che si possono apprendere, ti possono dare un supporto validissimo per capire veramente, con le domande giuste, chi hai davvero davanti, al di là di quel che dice a parole o su un pezzo di carta chiamato CV.

Cessato il lockdown, abbiamo ripreso la modalità frontale in presenza, tante novità per l’autunno arriveranno,

A.S. Team Crea

PS: lo schemino è mio, se ti piace e sei arrivato in fondo, usalo pure se ti dovesse servire, magari citando la fonte 🙂

COACHING E LEADERSHIP

COACHING E LEADERSHIP

COACHING E LEADERSHIP. UNA PERSONA PUO’ CAMBIARE IL MONDO.

Coaching e leadership…. stai pensando o hai valutato di fare un corso o workshop di leadership, dove ti insegneranno le tecniche e i segreti per essere un buon leader? Magari sponsorizzato dalla tua azienda.

Non farlo. Rischi di sprecare tempo e denaro. Le tecniche ci sono, gli esercizi ci sono, le conoscenze e competenze ci sono, ma ciò che deve cambiare sei tu.

Pensa al tuo prato. Prova a comprare un bel sacco delle migliori qualità si semi di erba da giardino e magari pure del fertilizzante. Poi vai e semina il tuo giardino, immaginatelo bello, verde  splendente.

Se il risultato non sarà un prato spelacchiato, sarà stata questione di fortuna. Il motivo? Non hai arato il tuo terreno prima, preparandolo ad accogliere i semi, pur buonissimi.

COACH YOUR LIFE, ALLENA LA TUA VITA

A chi ti ha detto di mollare, di non essere un sognatore, alla voce dentro di te che continua a dirtelo, ricorda che la leadership è dentro di te, selfempowerment, autopotenziarti, senza dipendere da altri, è alla tua portata. Devi decidere di cambiare. Scoprire cosa vuoi veramente, non cosa devi fare. Conoscere te stessa/a, capire chi sei davvero.

Quando sai chi sei, riesci a trasmetterlo, oltre le parole e le persone sentiranno di potersi fidare di te. Questo è il primo passo per essere un leader.

FELIX BAUMGARTNER

Il 20 aprile del 1969 nasceva a Salisburgo un bambino come tutti gli altri. A cinque anni disegnava come tutti i bambini, sognando ad occhi aperti.

Il piccolo Felix disegnò quello che vedete qui, se stesso che volava (col paracadute), il sole che sorride, genitori e fratellini, grandi più della casa, insomma il tipico disegno dei bambini sereni e dei loro sogni.

COACHYOURLIFE

Felix crescendo non abbandonò i suoi sogni. Chissà quante centinaia di volte gli avranno detto, come a tutti noi probabilmente è capitato da bambino e crescendo, lascia perdere! Ma chi te lo fa fare! Sei matto? Dove vuoi andare! Molti lo avranno fatto in buona fede, pensando in modo errato al nostro bene. Alcuni lo hanno fatto e lo faranno in mala fede.

Felix da adulto diventò stuntman,  uno sportivo, un base jumper e paracadutista.

E cominciò  a collezionare una serie di record, imprese che nessuno aveva mai compiuto.

Imprese impossibili……, prima di lui.

Nel 1999, a Kuala Lumpur in Malesia, saltando dalle Petronas Towers stabilì il record mondiale di salto con il paracadute più alto da un edificio.

Quattro anni più tardi, il 31 luglio del 2003, attraversò il Canale della Manica – prima persona al mondo – indossando una tuta alare in fibra di carbonio.

Dopo aver realizzato a Rio de Janeiro il Base jump più basso al mondo, balzando dalla mano della statua del Cristo Redentore, il 27 giugno del 2004 Felix diventa la prima persona al mondo a saltare dal viadotto di Millau, situato in Francia, mentre due anni più tardi stabilisce lo stesso primato in Svezia, a Malmo, gettandosi dal Turning Torso. Tra un record e l’altro, il 12 dicembre del 2007 salta dal Taipei 101, all’epoca l’edificio più alto del mondo, da poco meno di quattrocento metri d’altezza.

UNA PERSONA PUO’ CAMBIARE IL MONDO. .

IL POTERE DELLE SCELTE

Coachyourlife. Può una decisione, la scelta di una persona, può cambiare il mondo?

E infine, prima di ritirarsi a vita tranquilla, infrange il record dei record.

Con Red Bull Team il 14 ottobre 2012 si lancia da un’altezza di 128.177 piedi, pari a 38.969 metri, arrivando a un picco di velocità di 1.357 chilometri orari, stabilendo il record di primo uomo che infrange così la velocità del suono.

Una volta arrivato a terra, la missione porta con sé tre record:

la massima velocità ottenuta da un individuo in caduta libera;

la massima altezza di un lancio da un pallone aerostatico;

la massima altezza cui un pallone aerostatico con equipaggio sia mai arrivato. Così Felix Baumgartner entra nella storia.

La sua impresa viene trasmessa in diretta da tutte le reti mondiali. Con il suo gesto ispira e ispirerà, probabilmente e pedagogicamente, milioni di persone, di giovani, a inseguire i loro sogni, a non mollare, mai.

Se sei arrivato fin qui a leggere, condividi questo articolo, questa storia, qualcuno che non la conosceva, forse tu stesso, ne potrebbe trarre ispirazione.

Ogni volta che scegli consapevolmente, hai in mano il potere immenso di dare una svolta, magari inaspettata alla tua vita.

HAI UN POTERE IMMENSO

Perchè è importante ciò che ha fatto Felix? Perchè ci insegna a non mollare, ci autorizza a sognare e ci insegna che i nostri sogni possono diventare realtà. Autorizza un giovane a non sottostare agli stereotipi, a continuare a credere e farsi guidare dai suoi sogni, cambiare il mondo si può. Anche una persona sola, anche tu, puoi.

Una persona può cambiare il mondo, se cambia se stessa.

#changetheworld  #coachyourlife Crea coaching & formazione #coaching ##coachyourbusiness #milano #firenze #bologna #genova #roma #catania #diventacoach #aicp #icf #wfc

Selfempowerment e leadership Il cammino dell’eroe

Angelo Storari

Crea coaching & Formazione

COACHING  E DECISIONI

COACHING E DECISIONI

COACHING E DECISIONI

IL PROCESSO DECISIONALE E IL POTERE DELLE SCELTE

Come prendiamo le nostre decisioni? Ci soffermiamo ad analizzare i nostri processi decisionali?

Guidereste la vostra auto con lo sguardo fisso sullo specchio retrovisore?

No. E allora come mai a volte lo facciamo con la nostra vita, il nostro lavoro, le nostre relazioni?

Sapete quante decisioni mediamente prende ciascuno di noi in un solo giorno? Recenti ricerche hanno acclarato che assumiamo 35.000 decisioni al giorno! Si avete capito bene, trentacinquemila, ovviamente la stragrande maggiornaza di esse sono inconsapevoli.

COACHING E POTERE CONSAPEVOLE DELLE SCELTE

I nostri processi decisionali determinano la qualità della nostra vita. In base a cosa decidiamo un lavoro, una vacanza, una relazione? Qualsiasi scelta per essere efficace, sia nel lavoro, in azienda che nella vita relazionale, dev’essere allineata alla nostra identità.

La maggior parte delle persone e delle organizzazioni ha pochi,  pochissimi dati. La maggior parte delle persone e delle organizzazioni processa male i pochi dati che ha. Angelo Storari

In realtà moltissime ricerche sul processo decisionale  come ad esempio quelle di Benjamin Libet ci dimostrano che nella maggior parte dei casi, per non dire sempre, le nostre scelte non sono razionali nemmeno quando lo sembrano. Libet  dimostrò che l’attività neurale che avvia un’azione si verifica un terzo di secondo prima che si abbia preso la decisione cosciente di intraprendere l’azione.

Ovvero avviene esattamente il contrario di quel che crediamo! Decidiamo in base a moltissimi fattori non razionali (emotivi/inconsci ecc. ecc.). Poi in seguito attiviamo quei processi razionali che giustificano la nostra decisione! Che quindi va a trovare in noi la motivazione “razionale” in base alla quale sarebbe stata presa. Ovvero ci autogiustifichiamo. Ecco perchè è così strategicamente importante l’occhio esterno e neutrale del coach, che non essendo coinvolto, ci riporta tante possibili domande e risposte che il nostro occhio non vede. Deve necessariamente partire da un’analisi dei dati oggettivi. Quest’analisi dev’essere però razionale e scevra quanto più possibile da interpretazioni, giudizi o spesso, pregiudizi (tecnicamente i bias cognitivi ), cosa che invece facciamo spessissimo.

Fatto questo primo passaggio, ci viene in aiuto la nostra grande alleata, la mente. Qualsiasi domanda ben posta, ci porterà tante possibili soluzioni. La mente è lo strumento potentissimo che ci ha fatto evolvere e ci ha portato, attraverso i secoli e millenni, ad essere qui ed ora.

COME SCEGLIERE?

Infine, attraverso le possibilità infinite di soluzioni che una mente aperta ci porta, per essere veramente sul giusto sentiero, dobbiamo ascoltare ciò che veramente ci fa stare bene, che ci fa sentire energeticamente carichi e in flow.

Nel nostro intimo, in ascolto del nostro cuore, sappiamo ciò che è giusto per noi.

Il coaching è uno degli strumenti più potenti che possono accompagnare le persone a elaborare in modo corretto questi processi decisionali.

Noi siamo il frutto delle nostre scelte fatte sino a ora. Oppure delle scelte che altri hanno fatto per noi, ma certamente noi lo permettiamo, anzi, lo abbiamo permesso, sino ad ora.

Comincia a fare scelte consapevoli, adesso 

e prendi in mano la tua vita.

Il passato va guardato di tanto in tanto, per sapere da dove veniamo, ma cominciamo a guardarlo come una pista di decollo, da cui partiamo, non a cui torniamo.

Team Crea

A.S.