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VUOI UN PO’ DI VERITA?

VUOI UN PO’ DI VERITA?

VUOI UN PO’ DI VERITA’?

La vuoi un po di verità? Fa bene. Forse.

Ma siamo sicuri di volerla sapere? Siamo sicuri che conoscere di più, sapere di più, sia un bene? Vogliamo veramente sollevare il velo di Maya (Schopenhauer)? La verità a volte è scomoda, può far male.

Un coach ti svela la verità che già sai ma non puoi/vuoi vedere. A nostro vedere un coach è sempre, giocoforza, colui che ti accompagna a vedere la verità. Non la sua, la tua, quella che non vedevi, che non potevi o non volevi vedere. Ma comunque il coach ti mette, sempre, onestamente, davanti ai fatti.

COMINCIAMO CON UN PO’ DI VERITA’

Vi vogliamo dare qualche pillola  di verità, a prescindere che vi piaccia o meno, non vogliamo risultare gradevoli, non vogliamo accattivare o piacere, altrimenti non saremmo coach etici come imposto dalla professione e da chi ci riconosce e accreità i nostri percorsi (AICP  ad esempio).

LAVORARE SUL PROCESSO

Un vero e durevole cambiamento positivo lo otteniamo sempre, solo quando andiamo, come fa il coaching, a lavorare su processo, su come processiamo.

Se non lo sai, stai processano in questo momento. Mentre leggi, se sei a casa, se sei in tram, in metro, da solo o con qualcuno, che sia tempo libero, stai processando qualcosa. La tua vita.

Hanno calcolato il tasso di efficacia dell’essere umano. Pare, qui ci sono varie teorie, ma la forchetta è tra il 35 e il 45%, a seconda delle teorie.

Vuoi sapere perchè? Ecco un pò di verità, che spero, qualcun altro ti racconti nella tua vita, nel tuo lavoro, nella tua azienda. In giro si vedono tanti guru del marketing, della vendita, dell’organizzazione aziendale, guru di vita, di motivazione, di consulenza, i guru del funnel… Ma ti dicono questa semplice verità che sto per dirti?

La verità è che forse il 100% delle persone, me compreso spesso, sa poco e quel poco che sa lo processa male! 

Ovvero che quasi sempre abbiamo poche, pochissime informazioni, poche fonti, magari informazioni non corrette e le processiamo male, in modo distorto. A questo va aggiunto che oltre a sapere poco e processare male le informazioni che abbiamo, non lo sappiamo!

Altra piccola verità: nelle ultime tre parole del paragrafo sopra, ti ho svelato il 90% del lavoro di un coach.

Vi ricordo che partiremo in autunno con le nostre Scuole di Coaching a Roma e Milano.

AS

Team Crea

COACHING E COMFORT ZONE

COACHING E COMFORT ZONE

LA COMFORT ZONE

Il coaching, è fondamentalmente un allenamento. Qualsiasi azione, pensiero, consapevolezza, comportamento, vogliamo sviluppare e far diventare parte integrante di noi, risponde allo stesso meccanismo di uso e potnziamento di un muscolo, movimento.  La comfort zone o zona di comfort è quell’area dove c’è il nostro conosciuto, quello che sappiamo e che sappiamo fare senza sforzo di apprendimento o sperimentazione. E’ il nostro sofà (divano) mentale.

LA PRIMA REGOLA

Sembra banale, ma non lo è affatto. Un coach eccellente deve innanzi tutto mettersi in un vero, reale e profondo ascolto del cliente e ciò presuppone la capacità di mettere da parte temporaneamente il proprio ego.  Il coaching è un processo dovge tutto ciò diventa indispensabile. Ma spazzare via se stessi dalla relazione, seppur per pochi istanti, è tutt’altro che facile.

Comporta una grande abilità e capacità di fare su se stessi quello che un buon coach deve necessariamente allenare nel suo coachee: uscire dalla zona di confort (comfort zone) ed entrare nella zona di apprendimento, la dove stà quel che non sappiamo, quel di cui abbiamo bisogno, quello che desideriamo. Ma questa learning zone è anche una stress zone, essendo già fuori dal conosciuto.

FUORI DALLA ZONA DI COMFORT C’E’ LA VITA

Fuori dalla zona di comfort c’è la nostra learning zona, l’area dell’apprendimento. Imparare ad abitarci o quanto meno ad entrare ed uscire agevolmente è la chiave di un buon percorso di coaching. L’allenamento lo farà diventare una nuova e potenziante convinzione che ci porterà assieme al cliente, ad avere la peak performance la prestazione eccellente, a portata di mano.

Un atteggiamento positivo e fiducioso verso le sfide accresce la nostra autostima e attraverso feedback positivi ma anche critici, impariamo a gestire la critica da chiunque, a percepirne sempre il lato costruttivo o comunque a farlo emergere e sottolinearlo, a rispondere in maniera flessibile alle situazioni problematiche.

Porsi ogni giorno qualche piccolo o grande obiettivo è cibo di qualità per la nostra mente e di conseguenza per la nostra salute generale ed il nostro equilibrio.

Detto questo, non dobbiamo scartare la zona di comfort. E’ quell’area dove possiamo riposare e comunque ricaricarci. E’ dove ci sono le relazioni e i rapporti con le persone che ci nutrono e ci stanno a cuore. Scegliere di starci quando ne abbiamo voglia o bisogno è assolutamente opportuno.

Angelo Storari

https://en.wikipedia.org/wiki/Comfort_zone

Laura Woo Scuola Firenze

Laura Woo Scuola Firenze

Sono molto soddisfatta di questo percorso che mi ha arricchito, formato, fatto crescere ed evolvere. Ho acquisito tecniche per superare liimti e credenze e accompagnare le persone verso i loro obiettivi.