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COACHING E FUTURO

COACHING E FUTURO

COACHING E FUTURO

Ilya Prigogine Premio Nobel per la chimica nel 1977, era un chimico e fisico russo naturalizzato belga, molto noto per le sue teorie sulle strutture dissipative, i sistemi complessi e l’irreversibilità (entropia, secondo principio della termodinamica).

Nel 2003, pochi anni prima della sua scomparsa, scrisse un famoso testo, “Il futuro è gia determinato?”

Già prima, ma consolidato  ancor più in questo ultimo scritto, Prigogne  getta un ponte tra la fisica, la chimica, l’ecologia e le scienze sociali. Per studiare tali settori non separatamente ma come sistemi tra loro interagenti. Per questa ragione Prigogine è considerato uno dei pionieri della cosiddetta scienza  o epistemologia della complessità.

PRIGOGINE

Il futuro non è determinato

Ma che c’azzecca, direbbe qualcuno, Prigogine con il coaching? C’azzecca, c’azzecca.

La fisica classica, basata sul determinismo è intrinsecamente contraddittoria. Se si accetta la fisica classica, la descrizione probabilistica ha una validità generalmente accettata solo perché parametra un tempo è di gran lunga superiore a quello della vita umana. In altre parole, è perfettamente possibile che un bicchiere rotto ritorni spontaneamente intero. Ma la probabilità di questo evento è talmente bassa, che il tempo medio di attesa perché ciò si verifichi sarebbe pari, se espresso in secondi, ad un numero iniziante con la cifra 1, seguita da circa 10 miliardi di miliardi zeri.

Ma a questa visione sfuggono i sistemi auto-organizzati e complessi quali sono gli esseri viventi. In primis la scimmia antropomorfa chiamata homo sapiens. Dopo aver discusso i problemi fondamentali della scienza del nostro tempo e della filosofia di sempre, a partire dalla controversia tra Eraclito e Parmenide, Prigogine lascia un messaggio conclusivo di grande speranza. Il futuro non è determinato.

Contrariamente a quanto lascia supporre la globalizzazione e l’apparente massificazione della società attuale, il comportamento individuale si avvia a diventare sempre più il fattore chiave che regola l’evoluzione del mondo e della società.

IL COACHING? CE LO SPIEGA PRIGOGINE

“Tanto più un sistema è complesso, tanto maggiore è il numero di possibili biforcazioni e quindi tanto più importante il ruolo delle fluttuazioni individuali. Ogni azione individuale è quindi importante e mai inutile: infatti può sempre essere amplificata e dare luogo ad un nuovo tipo di ordine, cambiando il mondo”.

Avete visto un vecchio film “Sliding doors” con Gwineth Paltrow?

Studi recenti hanno dimostrato che prendiamo circa 35000 decisioni al giorno.

Ognuna di queste scelte, purtroppo quasi tutte inconsapevoli, può cambiare il nostro futuro!

Il futuro della vostra azienda, della vostra vita e del vostro lavoro non è determinato e Crea, attraverso i suoi percorsi di coaching (life coaching, business coaching, organizzativo, manageriale, executive ecc), sport coaching e non solo, Crea può accompagnarvi a rimettere nelle vostre mani una parte consistente del vostro futuro.

Potete anche diventare voi stessi coach professionisti con le nostre scuole riconosciute da AICP, a Milano, Bologna, Firenze, Catania e a Roma.

Pensateci.

“Il futuro non è determinato dalle esperienze passate, è ciò che fai con quelle esperienze che determina il futuro.”

A.S. Team Crea

COACHING E PERFORMANCE

COACHING E PERFORMANCE

COACHING E PERFORMANCE

IL (FALSO) MITO DELLA PERFORMANCE

Il senso della mia vita è che la vita mi pone una domanda. O viceversa, sono io stesso una domanda per il mondo e devo fornire la mia risposta, altrimenti mi ridurrò alla risposta che mi darà il mondo. Carl Gustav Jung

 

Oggi, stimolati da ciò a cui abbiamo assistito con l’emergenza coronavirus, vi parliamo di coaching e performance.

Nelle aziende come nella vita di tutti i giorni siamo pervasi dal mito della performance. Essere performanti è diventata la parola d’ordine del nuovo millennio. Erogare prestazioni ai massimi livelli è il must che viene richiesto a tutti, che si tratti di una mamma o di un manager. Se poi sei una mamma manager devi essere al top, perfetta, diversamente il risultato sarà deludente? Forse abbiamo, involontariamente o meno, alimentato il falso mito della performance.

La parola performance, in sè bellissima, ci riporta sovente ad  aspetti correlati alla competizione sportiva. All’attesa di risultati eccellenti, alla realizzazione concreta di un’attività, un comportamento, che determina, legata al ruolo ricoperto, l’aspettativa di determinati risultati in funzione di un obiettivo. Un postulato della performance è la competizione. Si  dice performante di una squadra, di un motore, di una persona.

Eppure…. quello della performance può diventare un mito, come ci spiega bene Pietro Micheli della Warwick Business School nel suo articolo “I sette miti della perfomance”.

I miti, si sa, sono irraggiungibili.

RUOLO, STATUS, IDENTITA’

Eppure, se guardiamo oltre le apparenze, se disambiguiamo o “sdubbiamo” la parola performance, come deve fare un coach, troviamo che innanzi tutto, coloro con i quali lavoriamo  sono persone e non motori, che essere performante può avere significati diversi, ma la radice etimologica della parola, deriva dal latino. Performare, ovvero “dare forma”.

I nostri clienti, all’interno di un’azienda o di una organizzazione, nel nostro studio, non sono macchine che hanno solo bisogno di una messa a punto per tornare al massimo regime ed erogare potenza. Questo ultimo può essere un aspetto che non può e non deve essere avulso da un contesto più ampio.

ESSERE PERFORMANTE

Come c’azzecca direbbe qualcuno, essere performante, la prestazione, la competizione, i risultati attesi, ad esempio quando lavoriamo con una manager aziendale, con “dare forma”, che richiama la creatività, l’inventiva e il talento?

Avere un ruolo, o meglio, interpretare un ruolo in base alle aspettative proprie o altrui rispetto a come si viene percepiti o ci si percepisce, rispetto al proprio status, beh, c’è una bella differenza. Come tutto ciò viene percepito dalle persone rispetto al nucleo della propria identità? Come verificare ed eventualmente allineare questi aspetti delle persone? Con un motore è relativamente semplice, (non vogliamo semplificare) tarare l’erogazione della potenza in base ai risultati attesi, gli ingegneri della Motor Valley sono esperti.

Ma come facciamo ad ingegnerizzare un processo aziendale o personale relativo ad un essere umano, ad una persona?

COACHING E METODO CREA

I “risultati attesi”, quante volte sentiamo queste parole…..

La realtà è che la maggior parte delle persone e  organizzazioni (anche una persona è un’organizzazione!) ha due grandissimi problemi che spesso ignora, prendendo a volte, drammaticamente, decisioni personali o aziendali sulla base di queste variabili incontrollate:

  1. la maggior parte delle persone e organizzazioni ha pochi, pochissimi dati reali, oggettivi (e non sa di non averli);
  2. la maggior parte delle persone e organizzazioni che ha pochi, pochissimi dati oggettivi e non sa di non averli, processa male, anzi malissimo, quei pochi dati che ha.

Ne abbiamo un triste esempio con l’emergenza corona virus. Le decisioni delle persone, se uscire o stare in casa o altro, sono dettate da aspetti che nulla hanno a che fare con la conoscenza reale del problema.

MOTIVAZIONE E RETROAZIONE

Come si cambia la realtà? La realtà si cambia con le mani, diceva mio padre.

Questi due aspetti vengono troppo spesso ignorati e sono una delle leve sulle quali lavoriamo come coach professionisti, tanto nel business coaching quanto nel life coaching.

Incanalare energia ed emozioni positive verso il raggiungimento di un obiettivo e far trovare alle persone i meccanismi interiori di motivazione e retroazione vanno di pari passo all’acquisizione di un controllo razionale e informato, la conoscenza è potere.

Oggi sul mercato globale il prodotto più importante in assoluto, il più ricercato, il più pagato e costoso, qual’è?

L’informazione. La conoscenza.

Il Metodo Crea da anni ha elaborato un acronimo per identificare e quantificare un obiettivo, che è CREATIVO. Questa modalità di definizione dell’obiettivo va esattamente nella direzione di conciliare tutti quegli aspetti di cui si parlava innanzi.

Seguendo questo metodo si avranno prestazioni eccellenti, si arriverà alla peak performance, all’eccellenza, senza “bruciare” persone, che non sono “solo” un processo metabolico o motori. Per un coaching “ecologico”, un ecocoaching.

Angelo Storari

Team Crea

COACHING E ATTENZIONE SELETTIVA

COACHING E ATTENZIONE SELETTIVA

COACHING E ATTENZIONE SELETTIVA

Attenzione selettiva, cos’è?  E’ importante conoscere questo meccanismo della nostra mente, anche perchè gioca un ruolo fondamentale nella costruzione del meccanismo decisionale, ovvero come prendiamo le nostre decisioni. Ci può spiegare perchè a volte, nella nostra vita, agiamo spinti da scelte non giuste per noi, non vediamo cose evidenti agli occhi degli altri e viceversa. Vi interessa sapere perchè le persone non vedono e non si accorgono di certe cose che ai nostri occhi sono del tutto evidenti?

Vi rimandiamo alle teorie sull’ attenzione selettiva  per approfondire, ma prima un’avvertenza. Come tutti i meccanismi mentali che l’evoluzione ci ha regalato, non ha una connotazione negativa o positiva, dipende sempre come la usiamo e soprattutto se la conosciamo. Il fenomeno lo potete facilmente osservare sui bambini fino a 6 o 7 anni quando sono concentrati su qualcosa che amano (tipicamente quando giocano).

Positivo o negativo quindi?

Come dicevo sopra, dipende dall’uso e ancor prima, dall’esserne a conoscenza.

L’attenzione selettiva ti permette di concentrarti in modo efficace sugli stimoli e sulle cose che ti servono o interessano. Ma come riconoscerla su di noi? Qui sta il trucco, vederla (e magari a volte arrabbiarsi) sugli altri è relativamente semplice. Difficile farlo su di noi. Ecco una parte fondamentale del lavoro di un coach professionista, tarare il focus del cliente su ciò che è veramente importante e magari gli sfugge, come se fossimo uno specchio limpido in cui il coachee si vede in modo chiaro e da altri punti di osservazione, nuovi.

Quando la usiamo?

La usiamo sempre. Come c’insegna il grande George Armitage Miller nel suo “The Magical Number Seven, Plus or Minus Two“. E’ un meccanismo di sopravvivenza che ci consente di “filtrare” i milioni di stimoli da cui siamo bombardati ogni istante, visto che il nostro cervello ha una capacità di elaborazione limitata per l’appunto. E processare solo quel che c’interessa. *

Esempio: quando avete in mente di cambiare automobile e vi informate su quel modello, andate dal concessionario a vederlo o sulle riviste. Caso strano cominciate a vedere quell’auto in giro ovunque e magari vi dite anche “Ma quanto caspita di auto come quella ci sono in giro?” (eccepisco Ferrari, Lamborghini ecc ovviamente:-) ). Ecco perchè non vediamo certe cose.

Quando può diventare negativa?

Quando siamo alla ricerca di soluzioni, di strade nuove, di uscite dal labirinto.

Nelle relazioni affettive, nel lavoro o in qualsiasi situazione. Siamo sintonizzati su una certa lunghezza d’onda, su quella frequenza che ci ha portato nella situazione problematica, ma lì non c’è la soluzione o, come diceva A. Einstein, non puoi trovare la soluzione ad un problema allo stesso livello in cui si è creato.

Non vediamo proprio altre strade, vie d’uscita. Potrebbe essere paragonato in campo uditivo, all’ Effetto Cocktail Party, che ci permette aduna festa, di filtrare i rumori intorno a noi a ascoltare bene solo la conversazione che c’interessa (tipicamente se a parlare è una persona da cui siamo attratti :-).

Queste “mappe mentali” sono evidentemente influenzate e ci possono dannegiare e limitare se no le conosciamo, o meglio ri-conosciamo. Se siamo tristi e arrabbiati in giro vedremo persone che litigano, scure in volto, perchè notiamo solo quelle. Se siamo innamorati vedremo persone che si abbracciano. Ma la realtà, il numero di persone che stanno litigando o si stanno mando non è cambiato.

Per leggere la realtà quindi, al di là di quella percepita ed elaborare strategie nuove, creatività, problem solving, soluzioni, il lavoro con un coach professionista è fondamentale.

Con Crea Coaching & Formazione diventi un Coach Professionista e avvicinarti a questa meravigliosa professione. In partenza le nostre scuole di coaching a Firenze e Milano, con percorsi accreditati e riconosciuti da AICP e allineati didatticamente agli standard ICF.

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Team Crea2

* Che ci fa comodo, che ci conviene, che non è “pericoloso”, potenzialmente doloroso ecc ecc.

COACHING E CREDENZE LIMITANTI

COACHING E CREDENZE LIMITANTI

COSA SONO LE CREDENZE E LE CONVINZIONI LIMITANTI?

Oggi vi parlo del coaching e delle credenze (limitanti ma anche potenzianti). In gergo le chiamiamo anche “gabbie mentali”, ma cosa sono? Ci viene in aiuto la PNL  Programmazione Neuro Linguistica.

Le nostre convinzioni possono plasmare, influenzare o perfino stabilire il nostro grado di intelligenza, di salute, di relazioni, di creatività, addirittura il nostro grado di felicità e di successo personale.

Robert Dilts

 

In sostanza sono pensieri che funzionano come un software e che fanno funzionare il nostro cervello (hardware) in un modo inefficace (limitanti) o produttivo (potenzianti) a seconda delle circostanze in cui ci troviamo e di quali adottiamo. Questi “software” si sono installati in parte nei primi anni di vita, ma ne produciamo sempre, in età adulta, di nuovi e potentissimi.

Questi pensieri basici producono poi le cosiddette “profezie autorealizzanti”, ovvero un “engagement”, un impegno, una energia di fronte ad un impegno o sfida, che nella maggior parte dei casi ci porterà esattamente al risultato che consapevolmente o meno mi aspettavo.

Esempio: “sono scarso in matematica e non ci capisco nulla!”  Mi impegnerò poco e mi arrenderò presto di fronte agli esercizi, non andrò ad acquisire conoscenza, non chiederò aiuto ecc ecc.

Al contrario, se sono convinto di riuscire in un determinato compito, se penso di potercela fare, mi ci dedicherò con energia, impegno e magari entusiasmo, magari sarò consapevole che si, mi mancano competenze ed informazioni, andrò alla ricerca dellle stesse, le acquisirò e avrò successo. Anche eventuali errori (fallimenti) verranno visti in un ottica diversa, come momenti di esperienza e apprendimento.

LIBERTA’ O CATENE MENTALI?

Libertà o schiavitù (mentale), cosa scegli? Se ti posso insinuare il dubbio che libertà, felicità, benessere, sicurezza, possono dipendere da te e che persone, luogo, circostanze della vita, se usate per giustificare il fatto che oggi non vivi come vorresti, sono un alibi, continua a leggere. Le gabbie mentali ti incatenano? Se invece sei convinto che non sei nato nel posto giusto, che sei sfortunato, che non sei abbastanza bravo, ricco, furbo, forte ecc ecce, per essere ed avere quel che vorresti, cambia sito, pagina. Stai perdendo tempo prezioso.

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati: la nostra paura più profonda è di essere potenti oltre misura. È la nostra luce, non la nostra ombra, quella che ci spaventa di più.

(Nelson Mandela   frase finale del film Coach Carter 2005, con Samuel L.  Jackson, tratto da una storia vera)

Libertà vs schiavitù. Cos’è esattamente la libertà? Possiamo definirla in maniera limitativa, come la semplice assenza di vincoli? Secondo me no. La libertà vera è proattiva, c’è libertà laddove ho la capacità, la voglia, le condizioni per poter fare una scelta. Laddove decido di crearmi queste possibilità.

Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso.  Nelson Mandela 

La sfida così come la prudenza sono meccanismi di sopravvivenza basici stampati nel nostro DNA,  diversamente cammineremmo ancora a 4 zampe, giacchè i nostri figli iniziano a camminare eretti perchè rischiano di cadere migliaia di volte.

Il coaching  con il  Metodo Crea, possono rendere  libere le persone che lo vogliono essere.

DI QUALE LIBERTA’ PARLIAMO?

L’opposto della libertà è la schiavitù. Sull’isola di Gorée, appena fuori Dakar, in Senegal, dove sono stato qualche anno fa, c’è una statua, all’ingresso di quella che fu la ‘Maison des esclaves”, la casa degli schiavi, dove sostavano gli uomini in catene, prima di essere imbarcati sulle navi negriere in partenza per il Nuovo Mondo. La statua rappresenta uno schiavo che spezza le catene.

La casa della schiavitù

Gorée Maison des esclaves

 La libertà è una sola: le catene imposte a uno di noi pesano sulle spalle di tutti.  Nelson Mandela

 

LA TUA VITA FA LA DIFFERENZA

Si, proprio la tua. Siamo schiavi di abitudini, pensieri, schemi, mappe mentali, filtri, di cui spesso non ci rendiamo nemmeno conto. In parte ci sono stati trasmessi, ereditati, in parte ce li creiamo e  diventano parte di noi. Ci fanno agire, pensare, sentire, muovere, respirare in modi che non sappiamo nemmeno se ci appartengono. Poi magari incosciamente li vediamo e riconosciamo nell’altro e ce la prendiamo con lui, ci litighiamo, ci fanno adirare. Perchè sono pezzi di noi contro cui la vita, l’universo ci manda a sbattere, per evolverci.

Forse non tutti sanno come si addomestica un elefante. L’elefante adulto ha una forza immensa, potrebbe tranquillamente rompere una catena metallica. Eppure viene tenuto legato, a riposo, con un filo sottilissimo.

Questo perché? Da piccolo, quando era debole, veniva legato con una corda robusta. Non ha la forza per spezzarla. Man mano che cresce, si abitua e la corda robusta non è più necessaria. Purtroppo hanno fatto questo a tutti noi, quando non avevamo la forza, gli strumenti, i metodi, per spezzare queste catene. Ora ci appartengono e crediamo che siano parte di noi. Noi stessi facciamo questo a noi.

Nulla è più forte di noi. Amare la vita, amare noi stessi, da chi dipende?

Il coaching è libertà. Consapevolizzare nelle persone questi comportamenti ed abitudini, queste credenze, convinzioni limitanti e mettere le persone in condizioni di guardare in faccia la realtà, anche duramente. E scegliere.

Libertà

Freedom

UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO?

Lo sport nazionale più diffuso non è il calcio, è la lamentela.

Ma una volta che avete intrapreso un percorso di crescita, consapevoli di essere stati schiavi di schemi mentali che vi hanno condizionati, questi panni vi staranno stretti e potrete scegliere, se FARE COSE DIVERSE PER OTTENERE RISULTATI DIVERSI.

Il coach vi accompagnerà e allenerà in questo percorso (a ostacoli!!!).

Ma se decidete di non fare nulla, di continuare come prima, non potrete più dire non lo sapevo… non potrete più lamentarvi.

Ho iniziato da poco a scoprire e assaporare tutto ciò… si chiama libertà.

Ho cominciato smettendo di giudicare, me e gli altri. Di puntare il dito dando la colpa agli altri per le cose che non andavano nella mia vita.

Quando cominci a scegliere e ad assaporare la libertà, scopri che ha un gusto dolcissimo. Attenzione però: c’è il bugiardino in questa sostanza meravigliosa, leggetelo con attenzione

  1. da immediatamente dipendenza ed assuefazione;
  2. le persone che non condividono questo amore diventano ‘fantasmi’, come in Viaggio a Ixtlan (Carlos Castaneda)
  3. diventerete ‘contagiosi’ per molte persone, che vorranno fare come voi
  4. vi esporrete inevitabilmente, come chi in trincea alza la testa, alle critiche, all’invidia e ai giudizi delle persone che non vogliono crescere (e quindi sono e vogliono restare piccole)

Quando ho varcato la porta camminando verso il cancello che mi avrebbe portato alla libertà, sapevo che se non avessi lasiato dietro di me l’ amarezza e l’odio, sarei rimasto ancora in prigione. Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure.

Nelson Mandela

DIVENTA COACH PROFESSIONISTA E LIBERA LA TUA VITA E QUELLA DEGLI ALTRI

Con le Scuole di Coaching Crea, diventerai un Coach professionista AICP e WFC a Bologna, Catania, Milano, Firenze, Roma.

Una professione nuova, in costante crescita, entusiasmante, per autorealizzarsi e accompagnare persone ed aziende al successo e all’autorealizzazione!

Ascolta la tua voce interiore. Tu sai, dentro di te, cosa senti, se non ti senti libero, se la tua vita di ora è la risposta, sai che domanda farti. Tu sai cosa fare.

A. S.

Staff Crea

COACHING E ARCHETIPI

COACHING E ARCHETIPI

COACHING E ARCHETIPI

Oggi vi parliamo di coaching e di come il coaching sia in relazione con gli archetipi.

COACHING

Partiamo dal presupposto che chi legge abbia una concezione di cosa è coaching e cosa non è, che si avvicina a quella di Crea (quindi di AICP  e della Federazione Internazionale), ma per farla breve un “processo” maieutico che stimola la riflessione creativa e l’apprendimento nel cliente, ovvero “Nella pratica il Coaching è un metodo di sviluppo personale e organizzativo che si basa sulla relazione di fiducia tra Coach e Cliente (Coachee) al fine di valorizzare e allenare le potenzialità del Cliente o dell’organizzazione per il raggiungimento di obiettivi definiti.”

ARCHETIPI

Gli archetipi sono comunemente associati a C. G. Jung e l’origine della parola è composita: arché (“originale”), típos (“modello”, “marchio”, “esemplare”, sono in parole povere dei modelli che in psicologia stanno ad indicare figure innate e predeterminate dell’inconscio umano, che ritroviamo in tutte le culture umane. Si manifestano nei miti e leggende, nelle fiabe, nella letteratura e nell’inconscio umano, insomma in tutte le forme di culture, scritte e verbali e per derivazione in mitologia,  nelle forme primitive alla base delle espressioni mitico-religiose dell’essere umano e, in narratologia, i metaconcetti di un’opera letteraria espressi nei suoi personaggi e nella struttura della narrativa di tutte le forme di espressione artistica (cinema, teatro, romanzi ecc).

Carol S. Pearson

COACHING E ARCHETIPI

Per semplicità e brevità ci rifacciamo, in queste poche righe in cui tenterò di esplicare la relazione tra coaching e archetipi, in particolare al testo “L’eroe dentro di Noi” (Astrolabio Ubaldini 1990) di Carol S. Pearson dove l’autrice si sofferma su 6 principali archetipi dello sviluppo umano. Infatti comunemente, oltre a questi 6 la stessa Pearson e altri autori  ne identificano altri, ma questi sono senz’altro basilari.

  1. innocente
  2. orfano
  3. viandante
  4. martire
  5. guerriero
  6. mago (eroe)

 

TAPPE EVOLUTIVE

Continuamente nella nostra vita siamo chiamati a ripercorrere queste tappe evolutive. Non mi soffermerò su tutti i passaggi, ma tutti noi, da adulti o da bambini, abbiamo momenti di “innocenza”, di amore puro e incontaminato, in cui siamo avvolti da un senso di protezione e sicurezza, di calore, all’interno di una relazione/situazione, in cui diamo e/o riceviamo cure, attenzione, affetto ecc ecc.

Inevitabilmente dobbiamo prima o poi, “cadere” da questo paradiso terrestre e scontrarci con sensazioni di delusione, perdita, abbandono o deprivazione, che fa parte della vita e della presa di contatto con una realtà “diversa” o che non vedevamo o che ci delude, in piccolo o in grande, inevitabilmente. Questo è l’archetipo dell’orfano.

Purtroppo l’influenza di questa modalità di “lettura ” della realtà, delle nostre vite, è potente e se non ce ne liberiamo, vivremo azzoppati anche le altre fasi evolutive.

L’orfano si sente deprivato di qualcosa a cui sente di aver diritto e la sua figura di riferimento è la ricerca del salvatore. Sia un partner, un collega di lavoro, un uomo politico, nella nsotra mente alberga l’idea recondita che prima o poi dovremmo incontrare quella situazione  persona che ci cambierà la vita ci ripagherà di quello che ci spetta.

COACHING

Il coaching favorisce un capovolgimento totale di questo paradigma e accompagna il coachee ad un processo di maturazione ed evoluzione verso il mago/eroe. Innanzi tutto il cambio di pensiero e focus. Non più “E’ mio diritto avere… essere (amato, benestante, rispettato ecc ecc)”. Lo spostamento di pensiero e consapevolezza del coachee è su “Cosa mi merito? Cosa penso di meritarmi dalla vita ecc ecc?”.

Il cambio comportamentale avviene quindi su questa base e nella chiamata di responsabilità che si tradurrà in comportamenti e azioni concrete del cliente: se questo è quello che pensi di meritarti, cosa farai da oggi, da ora, in quella direzione? Quando il cliente si assume la piena responsabilità della sua vita e/o lavoro ecc ecc e decide di agire per cambiare la situazione, attiva le sue risorse e anzichè lamentarsi inizia un percorso, un cammino interiore ed esteriore. Noi lo sviluppiamo ad esempio nelle sessioni ma anche nel nostro workshop di selfempowerment e leadership “Il Cammino dell’eroe“.

Il coachee comincia a vedere i tanti doni, le sue potenzialità, che la vita gli ha dato, le esperienze che ha vissuto, inizia a vedere come “esperienze” e, da “mago”, trasforma le battaglie della vita, del quotidiano o antiche, in qualcosa di prezioso. Una volta ultimato questo processo di autopotenziamento che accresce il suo senso intrinseco di autoefficacia, il cliente può apprezzare ciò che la vita porta, come un dono, nelle sue perfette imperfezioni, provando un senso intrinseco e irrevocabile di gratitudine per cio che è.

Il cliente coachee consapevolizza che alla fine il vero nemico” potente, era sempre stato dentro di se (T. Gallwey, The Inner game of tennis). Può così tornare  a sentirsi innocente (che non è innocuo, attenzione!)

AS

Team Crea