COACHING  E DECISIONI

COACHING E DECISIONI

COACHING E DECISIONI

IL PROCESSO DECISIONALE E IL POTERE DELLE SCELTE

Come prendiamo le nostre decisioni? Ci soffermiamo ad analizzare i nostri processi decisionali?

Guidereste la vostra auto con lo sguardo fisso sullo specchio retrovisore?

No. E allora come mai a volte lo facciamo con la nostra vita, il nostro lavoro, le nostre relazioni?

Sapete quante decisioni mediamente prende ciascuno di noi in un solo giorno? Recenti ricerche hanno acclarato che assumiamo 35.000 decisioni al giorno! Si avete capito bene, trentacinquemila, ovviamente la stragrande maggiornaza di esse sono inconsapevoli.

COACHING E POTERE CONSAPEVOLE DELLE SCELTE

I nostri processi decisionali determinano la qualità della nostra vita. In base a cosa decidiamo un lavoro, una vacanza, una relazione? Qualsiasi scelta per essere efficace, sia nel lavoro, in azienda che nella vita relazionale, dev’essere allineata alla nostra identità.

La maggior parte delle persone e delle organizzazioni ha pochi,  pochissimi dati. La maggior parte delle persone e delle organizzazioni processa male i pochi dati che ha. Angelo Storari

In realtà moltissime ricerche sul processo decisionale  come ad esempio quelle di Benjamin Libet ci dimostrano che nella maggior parte dei casi, per non dire sempre, le nostre scelte non sono razionali nemmeno quando lo sembrano. Libet  dimostrò che l’attività neurale che avvia un’azione si verifica un terzo di secondo prima che si abbia preso la decisione cosciente di intraprendere l’azione.

Ovvero avviene esattamente il contrario di quel che crediamo! Decidiamo in base a moltissimi fattori non razionali (emotivi/inconsci ecc. ecc.). Poi in seguito attiviamo quei processi razionali che giustificano la nostra decisione! Che quindi va a trovare in noi la motivazione “razionale” in base alla quale sarebbe stata presa. Ovvero ci autogiustifichiamo. Ecco perchè è così strategicamente importante l’occhio esterno e neutrale del coach, che non essendo coinvolto, ci riporta tante possibili domande e risposte che il nostro occhio non vede. Deve necessariamente partire da un’analisi dei dati oggettivi. Quest’analisi dev’essere però razionale e scevra quanto più possibile da interpretazioni, giudizi o spesso, pregiudizi (tecnicamente i bias cognitivi ), cosa che invece facciamo spessissimo.

Fatto questo primo passaggio, ci viene in aiuto la nostra grande alleata, la mente. Qualsiasi domanda ben posta, ci porterà tante possibili soluzioni. La mente è lo strumento potentissimo che ci ha fatto evolvere e ci ha portato, attraverso i secoli e millenni, ad essere qui ed ora.

COME SCEGLIERE?

Infine, attraverso le possibilità infinite di soluzioni che una mente aperta ci porta, per essere veramente sul giusto sentiero, dobbiamo ascoltare ciò che veramente ci fa stare bene, che ci fa sentire energeticamente carichi e in flow.

Nel nostro intimo, in ascolto del nostro cuore, sappiamo ciò che è giusto per noi.

Il coaching è uno degli strumenti più potenti che possono accompagnare le persone a elaborare in modo corretto questi processi decisionali.

Noi siamo il frutto delle nostre scelte fatte sino a ora. Oppure delle scelte che altri hanno fatto per noi, ma certamente noi lo permettiamo, anzi, lo abbiamo permesso, sino ad ora.

Comincia a fare scelte consapevoli, adesso 

e prendi in mano la tua vita.

Il passato va guardato di tanto in tanto, per sapere da dove veniamo, ma cominciamo a guardarlo come una pista di decollo, da cui partiamo, non a cui torniamo.

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A.S.

COACHING PANDEMIA E KAIZEN

COACHING PANDEMIA E KAIZEN

Oggi vorremmo parlavi di coaching, pandemia e kaizen.

Ormai le possibili risposte che potevano essere trovate per gestire questa emergenza del tutto nuova, sono state messe in campo.

Non ci interessa una valutazione politica e hanno prodotto quel che hanno prodotto; non sta a me giudicare se potevano essere adottate strategie diverse o migliori.  Ora si tratta di capire e contribuire, grazie a Dio pianificando, con minor pressione emergenziale, la fase successiva. Quel che dico però è: non possiamo sempre e solo criticare. Una volta un top manager di un’azienda con cui lavoravo aveva un cartello all’ingresso della porta del suo ufficio. “Se vieni da me con un problema, entra con più soluzioni, altrimenti diventi parte del problema”.

Il cambiamento?

Siate creativi e pensate che potete avere idee, che potrete divulgarle e magari arriveranno a chi assume decisioni. Amo molto il nuoto e non potendo più praticarlo, casualmente, all’inizio dell’emergenza, per scherzo, avevo postato sui social una foto con la maschera “easybreath” con boccaglio centrale incorporato. Dopo poco più di una settimana, non so se la foto sia diventata virale, se abbia girato o se qualcuno abbia avuto  la stessa idea CASUALMENTE (sincronicità?), alcuni ragazzi la brevettarono come ausilio per la respirazione assistita. Tu, proprio tu, potresti avere l’idea geniale alla quale nessuno ha pensato.

Il cambiamento che migliora e il miglioramento che cambia.

Forse avete sentito parlare della “filosofia” kaizen, adottata storicamente in Toyota e in altre grandi aziende nel mondo. Kaizen sta per “buon cambiamento”, ovvero miglioramento continuo a piccoli passi. Si contrappone alla filosofia occidentale della rivoluzione con stravolgimento che noi conosciamo come modello. La matrice occidentale del Ciclo di Deming e del PDCA  che in oriente è stata applicata come il ben noto TQM  Toyota (Total Quality Management). Coaching pandemia e kaizen, cosa li lega?

Dopo la seconda guerra mondiale l’industria manifatturiera giapponese era devastata. I gruppi storici (Mazda per citarne uno) sfornavano  prodotti che nessun occidentale avrebbe acquistato. Erano generalmente considerati di bassissima qualità (un po’ quel che accadeva fono a poco tempo fa per i prodotti cinesi).

Grazie al kaizen, l’industria del  Sol Levante decollò, tant’è che le aziende occidentali furono costrette a fornire una risposta alla qualità di ciò che veniva prodotto in Giappone. La risposta nacque nel 1987, con il primo ISO 9001.

Determinante per l’approccio strategico kaizen è avere una  forte spinta motivazionale ed un senso d’appartenenza che faccia  coincidere gli interessi del singolo con il gruppo d’appartenenza. Ci dice qualcosa? Un esempio illuminante ma unico nel nostro paese fu l’esperienza di Adriano Olivetti.

Purtroppo, parlando di mindset sia organizzativo che personale, alcuni paradigmi del kaizen trovano poca “educazione e applicazione” in tal senso e qui il lavoro pedagogico del coaching ha una grande sfida davanti a sé. Se posso, da psIcopedagogista, un pò di kaizen nelle famiglie e nella scuola male non farebbe…..

Vi sono alcuni punti cardine nel kaizen. La co – costruzione dei processi aziendali attraverso il ricorso al Team Work. La Trasformazione del manager in team leader e team coach. Il potenziamento dei momenti di ascolto e dei canali comunicativi tanto interni quanto esterni che non siano solamente la Management Review prevista dalla norma  ISO 9001, ma che avvengono settimanalmente a livello di team (briefing e debriefing).

Il kaizen può insegnarci molto. Ha permesso al Giappone di girare pagina dopo la seconda guerra mondiale, forse  può darci spunti interessanti in questa fase storica per certi versi paragonabile.

Concludendo

In conclusione, sia a livello personale che lavorativo, se hai un’idea, trova il modo di farla conoscere. Contribuisci e ogni volta che ti viene da criticare una scelta fatta da altri, cosa legittima, proponi  qualcosa di alternativo. Ci sono mille canali per farti ascoltare e sentire, li hai provati davvero tutti? E quando anche fosse, continua a provarci, prima o poi troverai, a tutti i livelli, qualcuno che ti ascolta. Prima o poi troverai un coach.

A.S.

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COACHING E RESILIENZA

COACHING E RESILIENZA

COACHING E RESILIENZA. NON PUOI BATTERE CHI NON SI ARRENDE MAI.

Il coaching per raggiungere la versione migliore di te stesso

“Quando avevo cinque anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi: felice. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita.” JOHN LENNON

LA STORIA DI WARIS DIRIE, DA NOMADE A TOP MODEL

Lo dedichiamo a chi non si arrende mai. Specie se donna.

Viene dalla Somalia. E’ una top-model. E’ ricca e ha lavorato sulle passerelle di tutto il mondo. Ma nel passato di Waris Dirie c’è un dramma che non si può dimenticare: una mutilazione genitale subita da bambina. Arrivata a circa trent’anni (la sua età precisa non la conosce nemmeno lei, perché quando è nata nessuno ha segnato la data) Waris ha scritto la sua storia in un libro divenuto best seller. E oggi gira il mondo come ambasciatrice di Face to Face, la campagna Onu contro le mutilazioni genitali femminili.

Ha fondato “Fiori nel deserto” una ONG che ha salvato milioni di donne da questa barbara e retrograda usanza. Waris non è solo una ambasciatrice, ma è prima di tutto una vittima che ha avuto il coraggio di testimoniare. A cinque anni, la madre la portò nella foresta a farla “circoncidere”. A 12 anni era in procinto di essere sposa di un pastore di 60 anni. Ma scelse di fuggire, a piedi, attraversare il deserto, rischiando di morire, arrivare a Parigi, mendicare, trovare lavori umili, fino alla fama internazionale.

COSA C’INSEGNA QUESTA STORIA?

Uno dei fondamenti del coaching è trovare le proprie potenzialità e seguire le nostre idee, anche quando tutto e tutti, ambiente, circostanze  persone intorno a noi sembrano dirci che sbagliamo. A inseguire la propria libertà, verso autonomia, indipendenza, con coraggio, senza mai arrendersi.

Il primo passaggio è liberarsi delle credenze e convinzioni limitanti, indipendentemente da come si sono “istallate” nella nostra mente, che arrivino dall’esterno o siano frutto dell’elaborazione delle nostre esperienze.

Questo semplice gesto, questo atteggiamento, cambia e illumina la nostra vita e inevitabilmente, quella di tante altre persone.

RESILIENZA

Sta a indicare  la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Il coach accompagna il coachee a capire, trovare, riscoprire i suoi valori e ad allinearsi ad essi. Nulla può fermare una persona allineata a ciò che ha dentro, al suo potere interiore. La forza, la tenacia, la resilienza sono parte di tutti noi, bisogna solo trovare la chiave per farle emergere.

A Milano e Firenze aperte iscrizioni Scuola di Coaching

A chi non si arrende mai. Tifiamo per loro.

#Coachyourlife

AS Team Crea

TIME MANAGEMENT

TIME MANAGEMENT

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Il Tempo sembra diventato una risorsa “irraggiungibile”, sempre di più si ascoltano frasi del genere : servirebbero giornate di 36 ore, avrei bisogno di maggior tempo, ho poco tempo per fare tutto quello che vorrei fare, se i miei collaboratori avessero più tempo, o ancora ….  mi trovo tutto il giorno a rincorrere il tempo, ecc.

Ecco perché, avere la consapevolezza di come gestire le azioni da sviluppare nel tempo che abbiamo a disposizione , diventa la “vera risorsa”.

Siamo sicuri di sapere che cosa è il tempo  e come gestirlo? Sappiamo quanto è importante la “pianificazione”  onde  guadagnare tempo? Conosciamo i “ladri” di tempo e sappiamo come “difenderci”? In quale quadrante del tempo passiamo la maggior parte delle nostre  giornate? Che tipo di  comunicazioni Interaziendali viviamo attualmente e quanto le stesse se mal gestite possono diventare  dispersive?

Durante questo corso i partecipanti avranno risposte a queste e a molte altre domande che si svilupperanno durante la giornata formativa.

Quando siamo a “capo” di un gruppo di persone, diveniamo automaticamente responsabili dei risultati che il gruppo raggiunge, diventa indispensabile avere una chiara idea di come utilizzare il proprio tempo e il tempo altrui per ottenere risultati di successo.

Il Metodo CREA™  affianca la pratica ad una parte teorica, supportata da filmati ed esercizi, per verificare i concreti ed immediati i benefici che si possono avere utilizzando strumenti e tecniche che verranno condivise durante il corso stesso.

Obiettivo finale della giornata formativa è rendere le persone consapevoli che sono loro a gestire e quindi a decidere come utilizzare il tempo a disposizione e di conseguenza quali risultati lavorativi e personali potranno ottenere sia come singoli che come squadra!

PROGRAMMA

– 09,00 Inizio corso

– Che cosa è il tempo e a che cosa serve un corso di Time Management

– Esercitazione  “il cerchio del tempo”

– Avere diversi punti di vista

– Esercitazioni

– Passato, Futuro e Presente

– 12,30/13,30   Break

– Pianificazione e i quadranti del tempo

– I ladri di tempo, come individuarli ed evitarli

– L’importanza delle relazioni comunicative interaziendali nella gestione del tempo

– 17,30 Considerazioni finali

– 18,00 Fine corso

Il programma potrà essere variato in base alle necessità e alle richieste dall’azienda e/o che emergeranno dai partecipanti.

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TEAM COACHING

TEAM COACHING

Team Coaching di Crea

Cosa facciamo con il team coaching?

Lavoriamo da soli o abbiamo voglia e bisogno di una squadra? In qualsiasi contesto, negli sport e nelle aziende, saper raggiungere concentrazione, equilibrio, quella giusta dose di amore per le sfide ed il desiderio di cimentarsi con se stessi, per dimostrasi quanto si vale, sono raggiungibili.

Condividere tutto questo, metterlo al servizio di una squadra, creare una visione, in un processo di disambiguazione e creazione di un senso comune nella narrazione di un percorso, breve o lungo che sia, ma condiviso.

La sola cosa durevole che si può costruire nella vita è la leadership virale.

“Il management lavora nel sistema; la leadership lavora sul sistema.”
S.R. Covey

“Il coaching lavora sul processo e il fine diventa produrre leadershipTeam Crea

Cominciamo da una semplice domanda: cosa vuoi per la tua azienda, la tua vita, il tuo team?

Coaching