COACHING E PERFORMANCE

COACHING E PERFORMANCE

COACHING E PERFORMANCE

IL (FALSO) MITO DELLA PERFORMANCE

Il senso della mia vita è che la vita mi pone una domanda. O viceversa, sono io stesso una domanda per il mondo e devo fornire la mia risposta, altrimenti mi ridurrò alla risposta che mi darà il mondo. Carl Gustav Jung

Oggi, stimolati da ciò a cui abbiamo assistito con l’emergenza coronavirus, vi parliamo di coaching e performance.

Nelle aziende come nella vita di tutti i giorni siamo pervasi dal mito della performance.

Essere performanti è diventata la parola d’ordine del nuovo millennio. Erogare prestazioni ai massimi livelli è il must che viene richiesto a tutti, che si tratti di una mamma o di un manager. Se poi sei una mamma manager devi essere al top, perfetta, diversamente il risultato sarà deludente? Forse abbiamo, involontariamente o meno, alimentato il falso mito della performance.

La parola performance, prestazione, ci riporta sovente ad  aspetti correlati alla competizione sportiva.

All’attesa di risultati eccellenti, alla realizzazione concreta di un’attività, un comportamento, che determina, legata al ruolo ricoperto, l’aspettativa di determinati risultati in funzione di un obiettivo. Un postulato della performance è la competizione. Si  dice performante di una squadra, di un motore, di una persona.

Eppure…. quello della performance può diventare un mito, come ci spiega bene Pietro Micheli della Warwick Business School nel suo articolo “I sette miti della perfomance”.

I miti, si sa, sono irraggiungibili.

RUOLO, STATUS, IDENTITA’

Eppure, se guardiamo oltre le apparenze, se disambiguiamo o “sdubbiamo” la parola performance, come deve fare un coach, troviamo che innanzi tutto, coloro con i quali lavoriamo  sono persone e non motori, che essere performante può avere significati diversi, ma la radice etimologica della parola, deriva dal latino. Performare, ovvero “dare forma”.

I nostri clienti, all’interno di un’azienda o di una organizzazione, nel nostro studio, non sono macchine che hanno solo bisogno di una messa a punto per tornare al massimo regime ed erogare potenza. Questo ultimo può essere un aspetto che non può e non deve essere avulso da un contesto più ampio.

Purtroppo, in questo senso, in giro ci sono coach che non ottemperano, eticamente, alle “linee guida”, ovvero agli standard del processo di coaching, come sanciti a livello internazionale da ICF  e nazionale da AICP.

ESSERE PERFORMANTE

Come c’azzecca direbbe qualcuno, essere performante, la prestazione, la competizione, i risultati attesi, ad esempio quando lavoriamo con una manager aziendale, con “dare forma”, che richiama la creatività, l’inventiva e il talento?

Avere un ruolo, o meglio, interpretare un ruolo in base alle aspettative proprie o altrui rispetto a come si viene percepiti o ci si percepisce, rispetto al proprio status, beh, c’è una bella differenza. Come tutto ciò viene percepito dalle persone rispetto al nucleo della propria identità? Come verificare ed eventualmente allineare questi aspetti delle persone? Con un motore è relativamente semplice, (non vogliamo semplificare) tarare l’erogazione della potenza in base ai risultati attesi, gli ingegneri della Motor Valley sono esperti.

Ma come facciamo ad ingegnerizzare un processo aziendale o personale relativo ad un essere umano, ad una persona?

COACHING E METODO CREA

I “risultati attesi”, quante volte sentiamo queste parole…..

La realtà è che la maggior parte delle persone e  organizzazioni (anche una persona è un’organizzazione!) ha due grandissimi problemi che spesso ignora, prendendo a volte, drammaticamente, decisioni personali o aziendali sulla base di queste variabili incontrollate:

  1. la maggior parte delle persone e organizzazioni ha pochi, pochissimi dati reali, oggettivi (e non sa di non averli);
  2. la maggior parte delle persone e organizzazioni che ha pochi, pochissimi dati oggettivi e non sa di non averli, processa male, anzi malissimo, quei pochi dati che ha.

Ne abbiamo un triste esempio con l’emergenza corona virus. Le decisioni delle persone, se uscire o stare in casa o altro, sono dettate da aspetti che nulla hanno a che fare con la conoscenza reale del problema.

MOTIVAZIONE E RETROAZIONE

Come si cambia la realtà? La realtà si cambia con le mani, diceva mio padre.

Questi due aspetti vengono troppo spesso ignorati e sono una delle leve sulle quali lavoriamo come coach professionisti, tanto nel business coaching quanto nel life coaching.

Incanalare energia ed emozioni positive verso il raggiungimento di un obiettivo e far trovare alle persone i meccanismi interiori di motivazione e retroazione vanno di pari passo all’acquisizione di un controllo razionale e informato, la conoscenza è potere.

Oggi sul mercato globale il prodotto più importante in assoluto, il più ricercato, il più pagato e costoso, qual’è?

L’informazione. La conoscenza.

Il Metodo Crea da anni ha elaborato un acronimo per identificare e quantificare un obiettivo, che è CREATIVO. Questa modalità di definizione dell’obiettivo va esattamente nella direzione di conciliare tutti quegli aspetti di cui si parlava innanzi.

Seguendo questo metodo si avranno prestazioni eccellenti, si arriverà alla peak performance, all’eccellenza, senza “bruciare” persone, che non sono “solo” un processo metabolico o motori. Per un coaching “ecologico”, un ecocoaching.

Angelo Storari

Team Crea

COACHING E LEADERSHIP

COACHING E LEADERSHIP

COACHING E LEADERSHIP. UNA PERSONA PUO’ CAMBIARE IL MONDO.

Coaching e leadership…. stai pensando o hai valutato di fare un corso o workshop di leadership, dove ti insegneranno le tecniche e i segreti per essere un buon leader? Magari sponsorizzato dalla tua azienda.

Non farlo. Rischi di sprecare tempo e denaro. Le tecniche ci sono, gli esercizi ci sono, le conoscenze e competenze ci sono, ma ciò che deve cambiare sei tu.

Pensa al tuo prato. Prova a comprare un bel sacco delle migliori qualità si semi di erba da giardino e magari pure del fertilizzante. Poi vai e semina il tuo giardino, immaginatelo bello, verde  splendente.

Se il risultato non sarà un prato spelacchiato, sarà stata questione di fortuna. Il motivo? Non hai arato il tuo terreno prima, preparandolo ad accogliere i semi, pur buonissimi.

COACH YOUR LIFE, ALLENA LA TUA VITA

A chi ti ha detto di mollare, di non essere un sognatore, alla voce dentro di te che continua a dirtelo, ricorda che la leadership è dentro di te, selfempowerment, autopotenziarti, senza dipendere da altri, è alla tua portata. Devi decidere di cambiare. Scoprire cosa vuoi veramente, non cosa devi fare. Conoscere te stessa/a, capire chi sei davvero.

Quando sai chi sei, riesci a trasmetterlo, oltre le parole e le persone sentiranno di potersi fidare di te. Questo è il primo passo per essere un leader.

FELIX BAUMGARTNER

Il 20 aprile del 1969 nasceva a Salisburgo un bambino come tutti gli altri. A cinque anni disegnava come tutti i bambini, sognando ad occhi aperti.

Il piccolo Felix disegnò quello che vedete qui, se stesso che volava (col paracadute), il sole che sorride, genitori e fratellini, grandi più della casa, insomma il tipico disegno dei bambini sereni e dei loro sogni.

COACHYOURLIFE

Felix crescendo non abbandonò i suoi sogni. Chissà quante centinaia di volte gli avranno detto, come a tutti noi probabilmente è capitato da bambino e crescendo, lascia perdere! Ma chi te lo fa fare! Sei matto? Dove vuoi andare! Molti lo avranno fatto in buona fede, pensando in modo errato al nostro bene. Alcuni lo hanno fatto e lo faranno in mala fede.

Felix da adulto diventò stuntman,  uno sportivo, un base jumper e paracadutista.

E cominciò  a collezionare una serie di record, imprese che nessuno aveva mai compiuto.

Imprese impossibili……, prima di lui.

Nel 1999, a Kuala Lumpur in Malesia, saltando dalle Petronas Towers stabilì il record mondiale di salto con il paracadute più alto da un edificio.

Quattro anni più tardi, il 31 luglio del 2003, attraversò il Canale della Manica – prima persona al mondo – indossando una tuta alare in fibra di carbonio.

Dopo aver realizzato a Rio de Janeiro il Base jump più basso al mondo, balzando dalla mano della statua del Cristo Redentore, il 27 giugno del 2004 Felix diventa la prima persona al mondo a saltare dal viadotto di Millau, situato in Francia, mentre due anni più tardi stabilisce lo stesso primato in Svezia, a Malmo, gettandosi dal Turning Torso. Tra un record e l’altro, il 12 dicembre del 2007 salta dal Taipei 101, all’epoca l’edificio più alto del mondo, da poco meno di quattrocento metri d’altezza.

UNA PERSONA PUO’ CAMBIARE IL MONDO. .

IL POTERE DELLE SCELTE

Coachyourlife. Può una decisione, la scelta di una persona, può cambiare il mondo?

E infine, prima di ritirarsi a vita tranquilla, infrange il record dei record.

Con Red Bull Team il 14 ottobre 2012 si lancia da un’altezza di 128.177 piedi, pari a 38.969 metri, arrivando a un picco di velocità di 1.357 chilometri orari, stabilendo il record di primo uomo che infrange così la velocità del suono.

Una volta arrivato a terra, la missione porta con sé tre record:

la massima velocità ottenuta da un individuo in caduta libera;

la massima altezza di un lancio da un pallone aerostatico;

la massima altezza cui un pallone aerostatico con equipaggio sia mai arrivato. Così Felix Baumgartner entra nella storia.

La sua impresa viene trasmessa in diretta da tutte le reti mondiali. Con il suo gesto ispira e ispirerà, probabilmente e pedagogicamente, milioni di persone, di giovani, a inseguire i loro sogni, a non mollare, mai.

Se sei arrivato fin qui a leggere, condividi questo articolo, questa storia, qualcuno che non la conosceva, forse tu stesso, ne potrebbe trarre ispirazione.

Ogni volta che scegli consapevolmente, hai in mano il potere immenso di dare una svolta, magari inaspettata alla tua vita.

HAI UN POTERE IMMENSO

Perchè è importante ciò che ha fatto Felix? Perchè ci insegna a non mollare, ci autorizza a sognare e ci insegna che i nostri sogni possono diventare realtà. Autorizza un giovane a non sottostare agli stereotipi, a continuare a credere e farsi guidare dai suoi sogni, cambiare il mondo si può. Anche una persona sola, anche tu, puoi.

Una persona può cambiare il mondo, se cambia se stessa.

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Selfempowerment e leadership Il cammino dell’eroe

Angelo Storari

Crea coaching & Formazione

COACHING E ATTENZIONE SELETTIVA

COACHING E ATTENZIONE SELETTIVA

COACHING E ATTENZIONE SELETTIVA

Attenzione selettiva, cos’è?  E’ importante conoscere questo meccanismo della nostra mente, anche perchè gioca un ruolo fondamentale nella costruzione del meccanismo decisionale, ovvero come prendiamo le nostre decisioni. Ci può spiegare perchè a volte, nella nostra vita, agiamo spinti da scelte non giuste per noi, non vediamo cose evidenti agli occhi degli altri e viceversa. Vi interessa sapere perchè le persone non vedono e non si accorgono di certe cose che ai nostri occhi sono del tutto evidenti?

Vi rimandiamo alle teorie sull’ attenzione selettiva  per approfondire, ma prima un’avvertenza. Come tutti i meccanismi mentali che l’evoluzione ci ha regalato, non ha una connotazione negativa o positiva, dipende sempre come la usiamo e soprattutto se la conosciamo. Il fenomeno lo potete facilmente osservare sui bambini fino a 6 o 7 anni quando sono concentrati su qualcosa che amano (tipicamente quando giocano).

Positivo o negativo quindi?

Come dicevo sopra, dipende dall’uso e ancor prima, dall’esserne a conoscenza.

L’attenzione selettiva ti permette di concentrarti in modo efficace sugli stimoli e sulle cose che ti servono o interessano. Ma come riconoscerla su di noi? Qui sta il trucco, vederla (e magari a volte arrabbiarsi) sugli altri è relativamente semplice. Difficile farlo su di noi. Ecco una parte fondamentale del lavoro di un coach professionista, tarare il focus del cliente su ciò che è veramente importante e magari gli sfugge, come se fossimo uno specchio limpido in cui il coachee si vede in modo chiaro e da altri punti di osservazione, nuovi.

Quando la usiamo?

La usiamo sempre. Come c’insegna il grande George Armitage Miller nel suo “The Magical Number Seven, Plus or Minus Two“. E’ un meccanismo di sopravvivenza che ci consente di “filtrare” i milioni di stimoli da cui siamo bombardati ogni istante, visto che il nostro cervello ha una capacità di elaborazione limitata per l’appunto. E processare solo quel che c’interessa. *

Esempio: quando avete in mente di cambiare automobile e vi informate su quel modello, andate dal concessionario a vederlo o sulle riviste. Caso strano cominciate a vedere quell’auto in giro ovunque e magari vi dite anche “Ma quanto caspita di auto come quella ci sono in giro?” (eccepisco Ferrari, Lamborghini ecc ovviamente:-) ). Ecco perchè non vediamo certe cose.

Quando può diventare negativa?

Quando siamo alla ricerca di soluzioni, di strade nuove, di uscite dal labirinto.

Nelle relazioni affettive, nel lavoro o in qualsiasi situazione. Siamo sintonizzati su una certa lunghezza d’onda, su quella frequenza che ci ha portato nella situazione problematica, ma lì non c’è la soluzione o, come diceva A. Einstein, non puoi trovare la soluzione ad un problema allo stesso livello in cui si è creato.

Non vediamo proprio altre strade, vie d’uscita. Potrebbe essere paragonato in campo uditivo, all’ Effetto Cocktail Party, che ci permette aduna festa, di filtrare i rumori intorno a noi a ascoltare bene solo la conversazione che c’interessa (tipicamente se a parlare è una persona da cui siamo attratti :-).

Queste “mappe mentali” sono evidentemente influenzate e ci possono dannegiare e limitare se no le conosciamo, o meglio ri-conosciamo. Se siamo tristi e arrabbiati in giro vedremo persone che litigano, scure in volto, perchè notiamo solo quelle. Se siamo innamorati vedremo persone che si abbracciano. Ma la realtà, il numero di persone che stanno litigando o si stanno mando non è cambiato.

Per leggere la realtà quindi, al di là di quella percepita ed elaborare strategie nuove, creatività, problem solving, soluzioni, il lavoro con un coach professionista è fondamentale.

Con Crea Coaching & Formazione diventi un Coach Professionista e avvicinarti a questa meravigliosa professione. In partenza le nostre scuole di coaching a Firenze e Milano, con percorsi accreditati e riconosciuti da AICP e allineati didatticamente agli standard ICF.

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Team Crea2

* Che ci fa comodo, che ci conviene, che non è “pericoloso”, potenzialmente doloroso ecc ecc.

COACHING E VIRAL LEADERSHIP

COACHING E VIRAL LEADERSHIP

COACHING E VIRAL LEADERSHIP

IL VIRUS POSITIVO

Coachyourlife! Se non credi che con le tue scelte hai potere di cambiare il mondo, leggi queste poche righe.

E’ giovedì, primo dicembre 1955 e Rosa Parks, che lavora come sarta, sta andando a casa dopo una dura giornata di lavoro. Sta rientrando dalla sua famiglia, pensando forse a quanto è stanca, a tutte le cose da fare che l’aspettano, come tutte le donne, quando arriverà a casa. Fa insolitamente freddo a Montgomery, Alabama e finalmente quando vede arrivare alla fermata del Bus la sua linea, la 2857, i brividi di freddo vengo sostituiti da un sospiro di sollievo.
Sale, paga il biglietto e si siede, finalmente un attimo di riposo.
Ma per poco. Poche fermate e il bus si riempe di lavoratori che rientrano, brave persone umili, lavoratori onesti come lei.
Al che il bigliettaio le si avvicina e le intima di alzarsi dal posto.
C’è un uomo bianco in piedi che deve prendere il suo posto.
Già, Rosa ha la pelle nera.
Ha visto tante volte scene come quella o le ha vissute in prima persona.
Ma oggi, oggi Rosa dice no e rifiuta di alzarsi. Decide di disobbedire alla legge. perchè ritiene che anche se è una legge, essa sia ingiusta. Perchè è stanca di subire.. non lo sappiamo. Forse ci pensava da un pò, è un’attivista per i diritti degli afro americani, ma oggi ha deciso di dire no. Le conseguenze del suo gesto forse le ha già considerate, forse no. Viene arrestata.
Ciò che sappiamo è che sceglie deliberatamente di infrangere una regola e andare incontro alle conseguenze del suo atto.
Questo no, questo atto, farà nascere il movimento pacifico per i diritti degli afroamericani.

PROCESSO DECISIONALE

Ma come avviene il processo decisionale, “decision making”? A scuola nessuno ce lo insegna, ma si può, si dovrebbe apprendere acquisendone le competenze che richiede. Benjamin Libet, ci dice che l’attività neurale che precede un’azione si avvia un terzo di secondo prima che si abbia preso la decisione. Quindi la decisione spesso è un’illusione. Uno studio condotto da John Paerson rivela che la corteccia cingolata posteriore, legata a fattori come l’attenzione, la memoria e il pensiero cognitivo, svolge un ruolo fondamentale quando noi prendiamo una decisione difficile. Daniel Kahneman descrive due sistemi generali di pensiero, uno per lo più  inconscio e intuitivo, molto veloce; l’altro cosciente, analitico e lento; e afferma che noi ci identifichiamo col secondo mentre in realtà le decisioni vengono guidate prevalemtemente dal primo.

COACHING E VIRAL  LEADERSHIP.

Ogni volta che scegli consapevolmente, hai in mano un potere immenso di dare una svolta, magari inaspettata alla tua vita. Coach your life, allena la tua vita.

John Calvin Maxwell nel suo “I cinque livelli della leadership” ci dice in definitiva cosa fa il vero leader: fa in modo che le persone aderiscano spontaneamente ad un progetto, in quanto il leader è efficace nella misura in cui influenza le altre persone e le porta al suo livello. Ovvero CREA  altri leader.

Noi di Crea® abbiamo da alcuni anni chiamato questo processo “Viral Leadership”® . La leadership, quella vera, è virale, contagiosa. Il vero leader fa venire voglia agli altri di diventare leader. Altrimenti è qualcosa d’altro.

 

 

Selfempowerment e leadership Il cammino dell’eroe.

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Crea coaching & Formazione

TIME MANAGEMENT

TIME MANAGEMENT

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Il Tempo sembra diventato una risorsa “irraggiungibile”, sempre di più si ascoltano frasi del genere : servirebbero giornate di 36 ore, avrei bisogno di maggior tempo, ho poco tempo per fare tutto quello che vorrei fare, se i miei collaboratori avessero più tempo, o ancora ….  mi trovo tutto il giorno a rincorrere il tempo, ecc.

Ecco perché, avere la consapevolezza di come gestire le azioni da sviluppare nel tempo che abbiamo a disposizione , diventa la “vera risorsa”.

Siamo sicuri di sapere che cosa è il tempo  e come gestirlo? Sappiamo quanto è importante la “pianificazione”  onde  guadagnare tempo? Conosciamo i “ladri” di tempo e sappiamo come “difenderci”? In quale quadrante del tempo passiamo la maggior parte delle nostre  giornate? Che tipo di  comunicazioni Interaziendali viviamo attualmente e quanto le stesse se mal gestite possono diventare  dispersive?

Durante questo corso i partecipanti avranno risposte a queste e a molte altre domande che si svilupperanno durante la giornata formativa.

Quando siamo a “capo” di un gruppo di persone, diveniamo automaticamente responsabili dei risultati che il gruppo raggiunge, diventa indispensabile avere una chiara idea di come utilizzare il proprio tempo e il tempo altrui per ottenere risultati di successo.

Il Metodo CREA™  affianca la pratica ad una parte teorica, supportata da filmati ed esercizi, per verificare i concreti ed immediati i benefici che si possono avere utilizzando strumenti e tecniche che verranno condivise durante il corso stesso.

Obiettivo finale della giornata formativa è rendere le persone consapevoli che sono loro a gestire e quindi a decidere come utilizzare il tempo a disposizione e di conseguenza quali risultati lavorativi e personali potranno ottenere sia come singoli che come squadra!

PROGRAMMA

– 09,00 Inizio corso

– Che cosa è il tempo e a che cosa serve un corso di Time Management

– Esercitazione  “il cerchio del tempo”

– Avere diversi punti di vista

– Esercitazioni

– Passato, Futuro e Presente

– 12,30/13,30   Break

– Pianificazione e i quadranti del tempo

– I ladri di tempo, come individuarli ed evitarli

– L’importanza delle relazioni comunicative interaziendali nella gestione del tempo

– 17,30 Considerazioni finali

– 18,00 Fine corso

Il programma potrà essere variato in base alle necessità e alle richieste dall’azienda e/o che emergeranno dai partecipanti.

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