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COACHING E QUARANTENA

COACHING E QUARANTENA

COACHING E QUARANTENA

La vita è una lezione, se sei assente non impari niente.

Visto che siamo in piena emergenza e dobbiamo vivere quasi come reclusi, vorremmo approfittarne per stimolare alcune riflessioni. Per trovare qualche insegnamento da questa esperienza. Altrimenti se non impariamo, tutto è inutile. Da coach crediamo che le cose che possiamo imparare da questa vicenda, siano veramente molte. Troppe per parlarne in un breve articolo, quindi ne sceglieremo alcune.

Non viviamo aspettando che le cose tornino come prima. Speriamo che la situazione evolva al meglio, che le cose cambino,  in meglio. Non che tornino come prima. Il prima aveva tante cose positive. Il cambiamento non è sempre positivo, le cose possono cambiare in peggio. Lavoriamo per l’evoluzione.

LIBERTA’

Visto che stiamo vivendo delle restrizioni alla nostra libertà, per la maggior parte di noi, (fortunatamente) per la prima volta nella nostra vita, invitiamo a riflettere su quel che ci può eventualmente insegnare la vita di uno che indubbiamente di libertà (e di privazione), la sapeva lunga: Nelson Rolihlahla Mandela.

Può una decisione, la scelta di una sola persona, cambiare il mondo? Nelson Mandela era un giovane attivista in lotta contro la segregazione razziale in Sud Africa ed era membro di un movimento rivoluzionario. Arrestato, trascorse ben 27 anni in carcere e maturò ispirandosi a Ghandi, la sua filosofia di lotta e opposizione anti violenta al regime sud africano dell’apartheid.

Insignito del premio Nobel per la pace nel 1993, Mandela fu il primo presidente sudafricano non bianco a ricoprire tale carica; uomo di un governo di riconciliazione e pacificazione, durante gli anni di carcere maturò una riflessione di quanto e forse più di lui, i suoi “carcerieri” fossero essi stessi a loro volta, prigionieri di un sistema. I suoi carcerieri erano a loro volta in gabbia, quanto e forse più di lui, in quanto prigionieri di una gabbia mentale. Per questo motivo scarcerato operò per il perdono a tutti i livelli, istituendo la commissione Verità e giustizia, che sancì il perdono dei crimini commessi a chi faceva pubblica ammenda.

Domanda: possiamo controllare sempre gli eventi? La risposta è ovvia. La vera domanda è: poiché la sola cosa che posso dominare è come reagisco agli eventi, quanto e come sono in questa fase della mia vita di farlo? Posso implementarlo? E se posso, come concretamente?

IL POTERE DELLE SCELTE

Per Mandela la libertà aveva un significato su cui fare una riflessione: fisicamente incarcerato, si rese conto che la nostra vera gabbia è quella mentale. La gabbia dei limiti che ci impongono ma soprattutto ci imponiamo. Se in questi momenti di forzata pausa, anziché  accettare un evento che non dipende da noi, soffriamo oltre misura, potrebbe essere che prima, l’apparente libertà (esteriore) fosse una fuga da noi stessi? Uscire e distrarsi. Si, distrarsi, ma da cosa? Era un piacere o una necessità o cosa?

Domanda: vale la pena vivere una vita frenetica e magari non soddisfacente, per aver poi il rifugio della distrazione? La vera domanda è: quanto apprezzo i momenti passati con amici e persone care, quanto sono presente in quei momenti? Ho trovato la forza e il coraggio di esprimere a me stesso e agli altri, la gratitudine he provo nei confronti di ciò che avevo?

RISPETTO

Quante volte manchiamo di rispetto? O ci mancano di rispetto? La prima cosa che un coach professionista (Crea) deve sempre mettere in pratica è il rispetto. Avvicinarsi e farsi avvicinare con rispetto, delicatamente. Quando una persona ci fa entrare in  contatto ravvicinato, ci fa entrare in un universo di cui non sappiamo assolutamente nulla, nella sua casa mentale ed emotiva.

Domanda: come si dovrebbe entrare, secondo voi, in casa di qualcuno che ci ospita? La vera domanda è: quanto pratichiamo il rispetto, in primis verso di noi? Quanto abbiamo fatto rispettare la nostra casa mentale? Abbiamo vissuto con rispetto verso di noi trasmesso con il nostro comportamento, il rispetto?

SILENZIO

Riscopriamo il valore del silenzio, esteriore, interiore, mentale. Presi da mille impegni quotidiani, in corsa perenne contro il tempo, troppo rumore di fondo, ci impedisce di ascoltare le cose veramente importanti, di ascoltare noi stessi per capire cosa vogliamo davvero, cosa ci piace. Ed eventualmente scegliere. Ogni volta che scegli consapevolmente, hai in mano il potere immenso di dare una svolta, magari inaspettata alla tua vita. E’ un concetto fondamentale che la cultura classica e un coach deve praticare, l’ozio, (otium), prendersi momenti di riposo attivo, di riflessione, lettura e meditazione. Ritrovare noi stessi.

Domanda: cosa ti definisce? Come ti definisci? La vera domanda è: se tu immagini di vederti da fuori, come se fossi un altro che ti osserva, come ti definisci?

Chi sei veramente?

Inizia a scriverlo su un taccuino, anche una frase, un pensiero al giorno. Potresti rimanere sorpreso. Che valore diamo al tempo trascorso con le persone importanti per la nostra vita?

C’è una persona con cui dobbiamo trascorerre giocoforza tutta la vita; se possibile, io, Angelo, preferisco farlo divertendomi, anzichè annoiandomi o altro.

Te stesso.

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Crea coaching & Formazione

COACHING E ARCHETIPI

COACHING E ARCHETIPI

COACHING E ARCHETIPI

Oggi vi parliamo di coaching e di come il coaching sia in relazione con gli archetipi.

COACHING

Partiamo dal presupposto che chi legge abbia una concezione di cosa è coaching e cosa non è, che si avvicina a quella di Crea (quindi di AICP  e della Federazione Internazionale), ma per farla breve un “processo” maieutico che stimola la riflessione creativa e l’apprendimento nel cliente, ovvero “Nella pratica il Coaching è un metodo di sviluppo personale e organizzativo che si basa sulla relazione di fiducia tra Coach e Cliente (Coachee) al fine di valorizzare e allenare le potenzialità del Cliente o dell’organizzazione per il raggiungimento di obiettivi definiti.”

ARCHETIPI

Gli archetipi sono comunemente associati a C. G. Jung e l’origine della parola è composita: arché (“originale”), típos (“modello”, “marchio”, “esemplare”, sono in parole povere dei modelli che in psicologia stanno ad indicare figure innate e predeterminate dell’inconscio umano, che ritroviamo in tutte le culture umane. Si manifestano nei miti e leggende, nelle fiabe, nella letteratura e nell’inconscio umano, insomma in tutte le forme di culture, scritte e verbali e per derivazione in mitologia,  nelle forme primitive alla base delle espressioni mitico-religiose dell’essere umano e, in narratologia, i metaconcetti di un’opera letteraria espressi nei suoi personaggi e nella struttura della narrativa di tutte le forme di espressione artistica (cinema, teatro, romanzi ecc).

Carol S. Pearson

COACHING E ARCHETIPI

Per semplicità e brevità ci rifacciamo, in queste poche righe in cui tenterò di esplicare la relazione tra coaching e archetipi, in particolare al testo “L’eroe dentro di Noi” (Astrolabio Ubaldini 1990) di Carol S. Pearson dove l’autrice si sofferma su 6 principali archetipi dello sviluppo umano. Infatti comunemente, oltre a questi 6 la stessa Pearson e altri autori  ne identificano altri, ma questi sono senz’altro basilari.

  1. innocente
  2. orfano
  3. viandante
  4. martire
  5. guerriero
  6. mago (eroe)

 

TAPPE EVOLUTIVE

Continuamente nella nostra vita siamo chiamati a ripercorrere queste tappe evolutive. Non mi soffermerò su tutti i passaggi, ma tutti noi, da adulti o da bambini, abbiamo momenti di “innocenza”, di amore puro e incontaminato, in cui siamo avvolti da un senso di protezione e sicurezza, di calore, all’interno di una relazione/situazione, in cui diamo e/o riceviamo cure, attenzione, affetto ecc ecc.

Inevitabilmente dobbiamo prima o poi, “cadere” da questo paradiso terrestre e scontrarci con sensazioni di delusione, perdita, abbandono o deprivazione, che fa parte della vita e della presa di contatto con una realtà “diversa” o che non vedevamo o che ci delude, in piccolo o in grande, inevitabilmente. Questo è l’archetipo dell’orfano.

Purtroppo l’influenza di questa modalità di “lettura ” della realtà, delle nostre vite, è potente e se non ce ne liberiamo, vivremo azzoppati anche le altre fasi evolutive.

L’orfano si sente deprivato di qualcosa a cui sente di aver diritto e la sua figura di riferimento è la ricerca del salvatore. Sia un partner, un collega di lavoro, un uomo politico, nella nsotra mente alberga l’idea recondita che prima o poi dovremmo incontrare quella situazione  persona che ci cambierà la vita ci ripagherà di quello che ci spetta.

COACHING

Il coaching favorisce un capovolgimento totale di questo paradigma e accompagna il coachee ad un processo di maturazione ed evoluzione verso il mago/eroe. Innanzi tutto il cambio di pensiero e focus. Non più “E’ mio diritto avere… essere (amato, benestante, rispettato ecc ecc)”. Lo spostamento di pensiero e consapevolezza del coachee è su “Cosa mi merito? Cosa penso di meritarmi dalla vita ecc ecc?”.

Il cambio comportamentale avviene quindi su questa base e nella chiamata di responsabilità che si tradurrà in comportamenti e azioni concrete del cliente: se questo è quello che pensi di meritarti, cosa farai da oggi, da ora, in quella direzione? Quando il cliente si assume la piena responsabilità della sua vita e/o lavoro ecc ecc e decide di agire per cambiare la situazione, attiva le sue risorse e anzichè lamentarsi inizia un percorso, un cammino interiore ed esteriore. Noi lo sviluppiamo ad esempio nelle sessioni ma anche nel nostro workshop di selfempowerment e leadership “Il Cammino dell’eroe“.

Il coachee comincia a vedere i tanti doni, le sue potenzialità, che la vita gli ha dato, le esperienze che ha vissuto, inizia a vedere come “esperienze” e, da “mago”, trasforma le battaglie della vita, del quotidiano o antiche, in qualcosa di prezioso. Una volta ultimato questo processo di autopotenziamento che accresce il suo senso intrinseco di autoefficacia, il cliente può apprezzare ciò che la vita porta, come un dono, nelle sue perfette imperfezioni, provando un senso intrinseco e irrevocabile di gratitudine per cio che è.

Il cliente coachee consapevolizza che alla fine il vero nemico” potente, era sempre stato dentro di se (T. Gallwey, The Inner game of tennis). Può così tornare  a sentirsi innocente (che non è innocuo, attenzione!)

AS

Team Crea

COACHING E SUCCESSO

COACHING E SUCCESSO

VUOI SAPERE QUAL’E’ IL SEGRETO DEL SUCCESSO DEL COACHING (E NON SOLO)?

Lavoriamo con aziende, privati e organizzazioni che vogliono crescere, imparare, migliorarsi. Abbiamo formato almeno 200 coach professionisti eccellenti solo negli ultimi 4 anni. Forse non tutti saranno d’accordo su queste poche righe che vado a scrivere, in cui ti svelo quello che è il segreto del successo, che tu faccia il coach, il formatore o il venditore o il manager, imprenditore o qualsiasi altra cosa, dall’insegnante al gommista.

I GURU DELLA VENDITA

Oggi se navighi sui social, se vai su internet, ti sarà capitato come a noi, di essere sommerso da offerte di maghi, guru ed esperti di marketing, strategie commerciali, personal branding, lead generation, funnel, brand reputation e chi più ne ha più ne metta. Tutti ti danno la formula magica del successo, del guadagno, del trovare clienti ecc ecc. Sono modi ottimi di declinazione di una professione. Rispettabilissimo tutto ciò, nulla da eccepire, io faccio un passo indietro e mi chiedo quale verbo andiamo a declinare. Il successo…?

Successo: participio passato di succedere. Il segreto del successo è che chi ce la fa non si arrende mai.

CONSIDERAZIONE, TATTO E RISPETTO: AVERE UN’IDEA ED ESSERE COERENTI

Quello che non tutti ti diranno, che è uno dei segreti di pulcinella del successo, nostro di Crea Coaching & Formazione e del coaching etico, ma di qualsiasi lavoro è di crederci!

Credici, sii autentico in ciò, qualsiasi cosa tu stia facendo. Che sia il lavoro della tua vita o una cosa momentanea, credici! Tratta il tuo cliente con autentico rispetto, con tatto e considerazione. Non lo perderai mai più, anche se adesso non comprerà nulla da te. Sei qui per fare i cento metri piani o una maratona?

Se ti può aiutare, immagina come ti comporti con una farfalla tra le dita e tratta il tuo cliente in quel modo. Di seguito alcune parole d’ordine che ti potranno aiutare.

CREDICI!

AUTENTICITA!

CONSIDERAZIONE!

RISPETTO E TATTO!

Aggiungo per brevità, ma ti consiglio di leggerlo, i quattro accordi di Don Migue Ruiz.

SII IMPECCABILE CON LA PAROLA:  fai attenzione a come e cosa dici, una paroila usata male può essere un macigno, educa il tuo linguaggio e questo cambierà e indirizzerà diversamente e in positivo il tuo pensiero;

NON PRENDERE NULLA IN MODO PERSONALE:  nessuno parla a nessuno, stiamo tutti parlando a qualcosa o qualcun altro, anche se non te ne accorgi (di solito stiamo parlando a noi stessi, a delle parti di noi), parti dal presupposto che quando sei con una persona, una sola, invisibili ci sono presenti in quel momento, tante persone a cui ciascuno si sta rivolgendo;

NON SUPPORRE NULLA:  socraticamente, la sola cosa che puoi saper è di non sapere, non saprai mai nulla del tuo interlocutore, sarebbe già tanto se sapessi qualcosa di te stesso;

FAI SEMPRE DEL TUO MEGLIO: concedi a te stesso come agli altri, la possibilità di fare il “tuo” meglio, che contempla la possibilità dell’errore, del riconoscerlo e del migliorarsi.

Farfalla o bruco?

Angelo Storari

Laura Woo Scuola Firenze

Laura Woo Scuola Firenze

Sono molto soddisfatta di questo percorso che mi ha arricchito, formato, fatto crescere ed evolvere. Ho acquisito tecniche per superare liimti e credenze e accompagnare le persone verso i loro obiettivi.