Team management: 5 modi per sviluppare capacità comunicative da leader

Team management: 5 modi per sviluppare capacità comunicative da leader

“La comunicazione non è quello che diciamo, bensì quello che arriva agli altri.” Thorsten Havener

Lavorare in team significa mettere a fattor comune tutte le diverse competenze professionali delle persone che fanno parte del gruppo di lavoro per raggiungere un obiettivo comune, mettendo in sinergia anche le attitudini personali, ovvero quelle caratteristiche distintive che rendono unico ogni membro del team.
Un leader dovrebbe, pertanto, riuscire a lavorare non snaturando le inclinazioni di ogni individuo, ma esaltando l’unicità e riconoscendo ognuno come parte attiva del progetto.

In questo contesto, la Comunicazione, ricopre un ruolo fondamentale, ma spesso si rivela più difficile da attuare di quanto si pensi, non tanto perché non si comunica, ma per il fatto che di frequente si dà per scontato ragionamenti o logiche che non sono proprie dell’interlocutore.

La comunicazione, il fulcro del lavoro si quadra

La comunicazione è il processo chiave che permette lo scambio di informazioni finalizzato al raggiungimento di un risultato comune. Affinché possa funzionare, bisogna tenere sempre a mente che i gruppi di lavoro sono formati da persone che portano con sé il proprio bagaglio di emotività e i propri schemi mentali.

Cinque consigli pratici che possono aiutare a migliorare l’efficacia della comunicazione nel team


1. Condividere gli obiettivi: il gruppo deve conoscere e condividere i propri obiettivi e quelli dell’azienda, di modo che possa agire in linea con essi. Il leader deve saper comunicare in maniera efficace e semplice la rotta per poter raggiungere il risultato atteso.

2. Porre attenzione al linguaggio: ognuno persona utilizza un linguaggio e uno stile comunicativo diverso a seconda della propria personalità. Quando un leader comunica, è necessario che si esprima tendono conto delle persone che fanno parte del gruppo, delle loro differenze culturali, del ruolo che ognuno ricopre e dello stile aziendale.

3. Utilizzare un tono di voce adeguato: per un leader è fondamentale sapersi controllare e parlare sempre in modo calmo e pacato, senza farsi trasportare troppo dalle emozioni del momento, soprattutto quando si è alterati o arrabbiati, riuscendo così a ridurre le possibilità di contrasti e veicolando il messaggio in modo chiaro e comprensibile.

4. Dare e chiedere feedback: per tenere alta la motivazione di un team e permettere a tutti i membri di sentirsi parte attiva del gruppo è necessario instaurare un dialogo bidirezionale. Si dovrebbe dare, quindi, la possibilità a ogni persona coinvolta, non solo di ricevere informazioni, ma dare loro voce, facendo esprimere la propria opinione.
Molto dipende dalla cultura aziendale, ma se si vuole creare un rapporto di fiducia all’interno del team, è necessario che ci sia una richiesta e ricezione di feedback, mettendo poi in atto i suggerimenti ricevuti e ritenuti validi, dimostrando al team che la loro opinione ha valore.

5. Fare esercizi di comunicazione: la comunicazione, come la maggior parte delle attività umane, ha bisogno di allenamento per essere perfezionata.
Per questo motivo, è opportuno condurre nel gruppo periodici esercizi di comunicazione, che possono essere sviluppati a seconda delle esigenze. Un esercizio utile potrebbe essere quello di assegnare a rotazione un argomento sul quale preparare una breve presentazione da esporre ai colleghi, ma anche organizzare dei giochi di ruolo o semplicemente dei training online con esperti del settore, coinvolgendo così la squadra.

E tu, che tipo di comunicazione utilizzi con il tuo team? Utilizzi già qualche strumento per valorizzare i membri della tua squadra?

A presto.

Cos’è il Coaching Umanistico e perché è importante per te.

Cos’è il Coaching Umanistico e perché è importante per te.

La scuola di coaching CREA, si ispira al pensiero del coaching umanistico, è un tipo di coaching che si concentra sullo sviluppo dell’intera persona. Il coaching umanistico è un processo in cui si può esplorare e approfondire la comprensione del proprio sé, acquisire consapevolezza di come si sente e pensa, imparare cosa ci motiva. In questo post del blog parleremo di cos’è il coaching umanistico e perché potrebbe essere importante per te.

Cos’è il coaching umanistico?

Il coaching umanistico è un tipo di coaching che si concentra sullo sviluppo dell’intera persona.

Cosa significa “sviluppo”? Sviluppo nel Coaching Umanistico significa che, attraverso la pratica quotidiana e la riflessione, i coach accompagnano i clienti ad approfondire la comprensione del proprio sé, ad acquisire consapevolezza di come si sentono e pensano, e ad imparare cosa li motiva.

Il processo può avvenire singolarmente o  in gruppo, ma è sempre fatto con l’intenzione di creare uno spazio sicuro per i clienti per esplorare se stessi e crescere. L’obiettivo è quello di sviluppare una comprensione più profonda di chi sono in modo da poter vivere la vita al massimo sentendosi a proprio agio nella propria Identità.

In un’epoca in cui molte persone lottano e cercano sostegno ad ogni costo, il coaching umanistico fornisce un approccio alternativo che favorisce l’intimità con gli altri senza sacrificare l’amore per se stessi o la cura di sé. Seguendo la filosofia di Socrate si parte dal concetto :” CONOSCI TE STESSO”

Perché il coaching umanistico può essere importante per te

Il coaching umanistico è l’arte di aiutare gli altri a scoprire e sviluppare il proprio potenziale (piuttosto che concentrarsi su come possono essere aiutati). Include un focus sullo sviluppo personale, la costruzione di relazioni e l’auto-realizzazione.

Il coaching umanistico è una parte importante della vita di molte persone. È una filosofia che esiste da tempo, un approccio al coaching che si concentra sull’intera persona in senso olistico, non solo sulla vita professionale.

Si potrebbe dire che il coaching umanistico riguarda la scoperta del tuo vero sé. Si tratta di capire come funziona la tua mente e cosa ti motiva. Puoi imparare di più su te stesso attraverso questo tipo di coaching che con quasi ogni altro metodo.

Per migliorare la tua vita grazie al Coaching Umanistico, ci sono due modi. Puoi rivolgerti a un coach certificato, oppure iscriverti alla nostra scuola di coaching e imparare ed allenare le tue “coaching skills”, in questo modo, oltre a diventare un coach professionista e certificato, potrai sfruttare quanto impari per migliorare la tua vita.

Conclusione

Il coaching umanistico può essere uno strumento incredibilmente potente per la crescita personale. È un approccio di coaching che enfatizza l’intera persona e la sua interezza. È un modo per dare la massima attenzione, cura e sostegno a coloro che vengono da voi per un aiuto. È un modo per aiutare gli altri a guardare se stessi in un modo nuovo, con occhi nuovi. Se stai cercando un modo per aiutare veramente te stesso e gli altri, il Coaching Umanistico fa per te e se lo abbini al metodo CREA coaching scoprirai quanto è concreto ed efficace.

Come acquisire coaching skills può migliorare la tua autostima

Come acquisire coaching skills può migliorare la tua autostima

Una delle domande che sono venute fuori durante il primo webinar sulle coaching skills che abbiamo fatto qualche settimana fa, è stata: “come posso migliorare la mia autostima?”.

Avere  una sana autostima è importante per il tuo benessere generale. Può aiutarti a rimanere calmo sotto pressione, ad avere più successo nel tuo lavoro e a sentirti meglio con te stesso.

Molte persone lottano con sentimenti di bassa autostima, ma ci sono modi per migliorarla. Oggi parleremo di come acquisire competenze di coaching può aiutarti a migliorare la tua autostima!

Cos’è l’autostima?

L’autostima è la valutazione positiva o negativa di se stessi. È spesso collegata alla fiducia e al valore di sé, ma può anche essere considerata come uno stato mentale piuttosto che un fattore esterno.

È importante avere una sana autostima perché influenza il tuo equilibrio psicofisico, la tua felicità e il tuo successo in molti modi. Se hai una bassa autostima, questo influenzerà il modo in cui pensi a te stesso e la tua capacità di raggiungere gli obiettivi che sono importanti per te. La conseguenza naturale è che influenzerà le tue azioni !

Come aumentare l’autostima

Ci hanno detto da sempre che avere una sana autostima è meglio di avere una bassa o troppo alta autostima, quello che non ci dicono è che ogni essere umano avrà delle aree di bassa autostima aree di alta autostima e aree di sana autostima !

È proprio su questo che è importante lavorare per aumentare le aree con una sana autostima.

  • Fai un elenco di situazioni in cui ti senti in equilibrio e sei soddisfatto dei tuoi comportamenti e risultati (queste sono aree dove probabilmente hai una sana autostima).
  • Fai ora un elenco di situazioni in cui ti senti invincibile, superiore a tutti e il “migliore” ( queste sono aree dove probabilmente hai una troppo alta autostima)
  • Infine fai un elenco di situazioni dove non ti senti all’altezza, dove non sei soddisfatto delle tue azioni e/o dove senti di essere inferiore agli altri ( queste sono aree dove probabilmente hai una bassa autostima)

Fare questi elenchi ci permetti di :

  1. Capire su quali situazioni lavorare e focalizzarci su punti specifici
  2. Acqusire la consapevolezza che come abbiamo aree di bassa autostima abbiamo anche aree di sana autostima e quindi evitare di “etichettarci” come persone con bassa, alta,sana autostima !  Chi pesa di avere una sana autostima ha aree in cui la sua autostima sarà bassa e viceversa!

Una volta che hai una migliore comprensione di ciò che sta succedendo nella tua testa, diventa più facile capire su quale aree intervenire e intervenire con efficacia.

La tua autostima è un prodotto del modo in cui pensi a te stesso e a come gli altri ti percepiscono. Questi pensieri possono essere cambiati lavorando con un coach o  altro professionista.

Può richiedere tempo e sforzo, ma i benefici ne valgono la pena!

Come le coaching skills possono migliorare la tua autostima 

Uno dei benefici più importanti del coaching è imparare nuovi modi per affrontare lo stress. Una bassa autostima è spesso un sintomo del sentirsi sopraffatti dalla vita quotidiana.  Se hai problemi in situazioni di questo tipo , potresti trarre beneficio dal coaching per sviluppare strategie di coping.

Altri benefici includono il miglioramento dell’umore, imparare a bilanciare lavoro e famiglia e aumentare la fiducia in se stessi. Sviluppare queste abilità è utile per migliorare la tua autostima, probabilmente vale la pena investire tempo e denaro per imparare ed affinare le tue coaching skills.

Vai al test GRATUITO per verificare alcune tue coaching skills: https://www.creacoach.it/tcpc

Conclusione

Molte persone hanno una bassa autostima, ed è per questo che spesso sentono di non essere mai abbastanza brave, sicuramente il coaching e l’acquisizione di coaching skills possono aiutare, ma ci sono anche altri modi per migliorare la tua autostima. Ecco alcune idee 

1.Nelle aree verificate di bassa autostima, metti in dubbio i pensieri negativi e cerca conferme nelle aree dove hai una sana autostima rilevando tue qualità personali che potrai mettere in campo anche in queste aree. 

2. Concentrati sui tuoi punti di forza

3. Passa del tempo con persone che ti fanno sentire bene con te stesso

4. Cerca sempre la crescita personale

5 motivi + 1 per diventare un coach professionista

5 motivi + 1 per diventare un coach professionista

Se stai cercando di capire la “vocazione” della tua vita e vuoi genuinamente aiutare gli altri in modo positivo, potresti aver considerato di diventare un coach professionista. Il coaching è una professione gratificante con numerosi vantaggi. Diamo uno sguardo più da vicino alle 5 migliori ragioni per diventare un coach + 1 ragione bonus molto speciale.

Ragione numero 1.  – È un lavoro gratificante

L’ho detto prima e lo dirò di nuovo… il coaching è una professione gratificante. Se vuoi sentirti davvero bene con quello che fai per vivere, questa è la carriera perfetta per te. Se vuoi sentirti orgoglioso del lavoro che fai, diventa un coach.

Ragione numero 2. –  Hai la possibilità di aiutare gli altri

Una delle cose migliori che possiamo fare nella nostra vita è aiutare gli altri. Essere un coach significa diventare  professionisti che aiuteranno altre persone/aziende/organizzazioni a superare momenti, sfide, situazioni particolarmente complesse onde raggiungere i propri obiettivi e sentirsi realizzati. 

Il tuo obiettivo finale non è quello di cambiare il tuo cliente in una nuova persona, ma di aiutarlo a diventare la migliore versione di se stesso che esiste sotto le lotte e le insicurezze. 

Ragione numero 3. –  Amore per le persone

Ami vedere le persone nella tua vita prosperare e avere successo. Ami vedere le persone fare cambiamenti positivi e realizzare cose straordinarie. Ami essere la cheerleader delle altre persone quando inseguono i loro obiettivi e sogni. 

Ora immagina di essere assunto e pagato per fare questo. Quando diventi un coach, sei la cheerleader personale dei tuoi clienti. Non solo, ma si arriva a lavorare con loro per progettare un piano d’azione da prendere per realizzare i loro obiettivi e creare la loro vita che sognano. 

Ragione numero 4. –  Sviluppare le capacità di leadership

Non tutti i leader di successo sono nati con capacità di leadership naturali. Molti hanno dovuto lavorare duramente per sviluppare le competenze necessarie per essere leader efficaci e di impatto.

Quando si diventa un coach, si inizia a sviluppare capacità di leadership che forse non si pensava possibile per se stessi. Come coach,supporti i clienti attraverso circostanze di vita difficili e sei lì per ascoltare e fornire un supporto.

Ragione numero 5.  –  Trovi l’ispirazione nei tuoi clienti

I coach e i loro clienti hanno relazioni molto speciali. I coach hanno il dovere di ispirare i loro clienti a prendere decisioni difficili per accompagnarli in avanti nella loro vita. 

A volte la strada verso la felicità non è un percorso Semplice.  I coach ispirano i loro clienti a percorrere questa strada e osservano come avvengono trasformazioni complete della vita, che a loro volta ispirano i coach a continuare il loro lavoro. 

Ulteriore Ragione Bonus. –  Usa le tue abilità da coach nella tua vita

Quando si diventa un coach, si acquisiscono competenze per aiutare gli altri a migliorare la loro vita. 

Questa conoscenza può anche essere applicata alla tua vita nelle aree di cui hai bisogno, quando ne avrai bisogno. Ottenere una certificazione di coach non significa che la tua vita sarà sempre perfetta e non dovrai mai più affrontare le sfide, ma significa che avrai gli strumenti a portata di mano per affrontare queste sfide a testa alta. 

Motivazione: due leve che ti permettono di sollevare il mondo, il tuo!

Motivazione: due leve che ti permettono di sollevare il mondo, il tuo!

“Datemi una leva e vi solleverò il mondo” – Archimede

Archimede di Siracusa, matematico e inventore greco, un giorno avrebbe detto: “Datemi una leva e solleverò il mondo”. Questa frase deriva dalla scoperta dell’uso delle leve per sollevare gli oggetti ed è stata poi tramandata da molti filosofi e matematici.

Cosa c’entra la leva con il coaching?

Con la motivazione verso il cambiamento!

In che senso una leva può essere collegata alla motivazione verso il cambiamento?

La motivazione è il motore che spinge all’azione ed è l’elemento fondamentale per incominciare un cambiamento e per ottenere risultati duraturi nel tempo.

E a proposito di leve, esistono leve motivazionali opposte e ben distinte, che spingono le persone ad agire: la leva del piacere e la leva del dolore. Istintivamente tutti noi facciamo scelte e prendiamo decisioni rispettando sempre queste due condizioni: allontanarci dal dolore e avvicinarci al piacere.

In un primo momento, verrebbe da affermare che è la leva del piacere quella più forte, che porta al raggiungimento dell’obiettivo e alla piena gratificazione; in realtà l’essere umano si muove e molto più spesso agisce per evitare un dolore.

È nella natura umana agire in modo da evitare un potenziale dolore, piuttosto che cercare un potenziale piacere! Di conseguenza, molte decisioni vengono prese spinti dalla leva dolore, anche se potrebbe sembrare un paradosso.

Come possiamo trovare la giusta motivazione per affrontare il nostro cambiamento?

Proprio come il principio fisico (che agisce su una meccanica precisa e semplice), la leva che possiamo utilizzare per agire con motivazione, sfrutta una forza modesta permettendoci di ottenere grandi risultati.

È proprio toccando le leve giuste che smettiamo di fare ciò che può farci stare male. Quando le persone decidono di portare un cambiamento, scaturisce in loro una passione che gli fa credere in quello che fanno. Per lavorare a questo cambiamento, però, oltre al piacere di inseguire i propri obiettivi e migliorarsi, può servire agire sulla leva del dolore, per poter guardare in faccia la realtà ed essere onesti con sé stessi.

Spesso sentiamo il bisogno di voler smettere di fare qualcosa, perché sappiamo che è un male per noi, ma non ci riusciamo, perché?

Perché associamo più dolore al cambiamento rispetto che a quella situazione! L’uomo per natura è predisposto ad evitare il dolore, invece che cercare il piacere, ma evitando qualcosa che non piace, non significa che troveremo qualcosa che piaccia.

Inoltre, non prendendo in considerazione un’altra possibilità (la leva del piacere), ne consegue una mancanza di chiarezza: non sappiamo cosa vogliamo e cosa ci provoca piacere, manca il focus su un’alternativa, su quello che vogliamo. Ecco perché tante persone vivono cercando di sfuggire dal proprio lavoro, dalla propria vita, dalla propria relazione accontentandosi di standard bassi.

In pratica, si dovrebbe sempre pensare che c’è una leva più forte che spinge verso una condizione di minor dolore (o di maggior piacere). Ricordati anche, che per cambiare veramente una situazione bisogna essere disposti a fare qualcosa che non si è mai fatto, a rompere uno schema, iniziando dall’approccio che ho verso quella situazione!Siamo noi a decidere quanto dolore attribuire alla condizione in cui ci troviamo e quanto piacere vogliamo associare alla condizione che otterremo.

Prima di pensare al dolore che ti potrebbe provocare l’agire verso il cambiamento, prova a chiederti: cosa mi perdo nella mia vita se rimango in questa situazione?

A presto

Potenzialità: l’importanza di essere ciò che si è e la consapevolezza che si può imparare ad esserlo.

Potenzialità: l’importanza di essere ciò che si è e la consapevolezza che si può imparare ad esserlo.

“Chi va contro natura facendo mostra di capacità fittizie e forzando le proprie reali inclinazioni riesce solo a raddoppiare il difetto.” Erasmo da Rotterdam

Il bisogno più antico dell’uomo è sempre stato quello di capire “chi fosse” e quali fossero i “punti di forza” per far emergere il proprio potenziale e trovare un allineamento tra i valori e il raggiungimento dei propri obiettivi.

Inizia così la ricerca per arrivare a quello stato di indipendenza, libertà, serenità e, sì, felicità che possiamo definire con una parola: Autorealizzazione. Un percorso che ci porta a essere chi siamo realmente, dove, però, non è sufficiente avere delle potenzialità per divenire il nostro personale ideale, soprattutto se le potenzialità che possediamo non vengono adeguatamente utilizzate.

“Le potenzialità” secondo Abraham Maslow, il principale esponente della psicologia umanistica, “sono anche bisogni e chiedono di essere usate”, e solo utilizzandole consapevolmente andiamo verso il nostro benessere.

Cosa sono le potenzialità?

Il dizionario ci dice che le potenzialità sono “La condizione di ciò che è potenziale (cioè «in potenza»), contrapposto, nel linguaggio filos., ad attualità; più genericam., lo stato di ciò che è ancora latente ma è capace di svilupparsi, di realizzarsi, di avere esistenza attuale”.

Lo stato di ciò che è ancora latente, ma è capace di svilupparsi, di realizzarsi, di avere esistenza attuale.

Ne consegue che, indipendentemente dal nostro stato di partenza, ognuno di noi ha la possibilità di scegliere di mettere in discussione la nostra situazione per focalizzarsi sulle potenzialità e muoversi verso la propria realizzazione.

Siamo sempre consapevoli di come e se utilizziamo le nostre potenzialità?

Molto spesso, forse troppo, non ci rendiamo conto di quando attiviamo una nostra potenzialità, oppure non sappiamo in quali momenti tendiamo ad utilizzarne una piuttosto che un’altra. A volte vediamo una nostra potenzialità come un difetto, senza renderci conto che semplicemente non la utilizziamo nel modo corretto. Ci sono momenti, invece, che utilizziamo al minimo delle nostre capacità, o non sappiamo di averle.

Quando, invece, utilizziamo le potenzialità nel modo migliore e più consono alla nostra natura, proviamo sensazioni positive ed uno stato emozionale sereno. Ecco perché è importante capire quali sono le nostre potenzialità e avere la capacità di farne l’uso migliore che possiamo.

Questa volta, non ti lascio con una domanda, come uso fare solitamente, ma con l’opportunità di scoprire se e come stai usando alcune tue potenzialità, attraverso il test che la Scuola CREA ha realizzato.

A presto.

CREDITS

Foto da pixabay.com