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Origini e Storia del Coaching, tra antichi filosofi e moderni studiosi

da | Dic 19, 2022

Il termine “coaching” è diventato così diffuso e utilizzato nell’immaginario collettivo che raramente ci fermiamo a chiederci: “da dove viene il termine coaching?”. In questo articolo vogliamo raccontarvi qualcosa sia delle persone che lo hanno ispirato sia di quelle che lo hanno effettivamente fatto diventare ciò che è oggi.

La parola “coach” sembra apparire in Inghilterra e in Francia nel XV secolo. Questa parola era usata per indicare le carrozze trainate da cavalli che venivano utilizzate per trasportare le persone da un luogo all’altro.

Infatti la parola “coaching”, in origine, si riferiva al processo di addestramento dei cavalli per il traino delle carrozze. Tuttavia iniziò presto a essere usata per indicare il processo di formazione delle persone.

Di seguito alcuni dei momenti importanti della storia del coaching.

L’origini del coaching nella Maieutica socratica

La maieutica socratica è un metodo di apprendimento attraverso le domande. Può essere considerata un precursore del coaching perché incoraggia le persone a pensare con la propria testa e a mettere in discussione le proprie ipotesi. Il metodo socratico si basa sulla convinzione che le persone abbiano già le risposte dentro di sé e che, ponendo le domande giuste, possano scoprirle.

Questo approccio è stato ripreso nel coaching per aiutare le persone a chiarire il proprio pensiero e raggiungere i propri obiettivi.

Carl Rogers: dalla psicologia al counseling

Nel suo libro “On Becoming a Person”, Carl Rogers descrive il suo passaggio dalla psicologia al counseling come un’estensione naturale del suo lavoro. Spiega che il counseling è un modo per aiutare le persone a raggiungere il loro potenziale fornendo supporto e struttura. Consiste nell’aiutare le persone a trovare le proprie soluzioni ai loro problemi.

Consideriamo il counseling un passaggio particolarmente importante verso la nascita del coaching come lo conosciamo oggi.

Gallwey e l’approccio all’allenamento

Nel 1974 Timothy Gallwey scrisse “The Inner Game of Tennis”, un libro che applicava i principi della mindfulness zen al coaching. Per anni Gallwey ha cercato di interessare gli allenatori alle sue idee, ma queste sono state accolte con scetticismo.

Alla fine degli anni ’90, tuttavia, Gallwey ha finalmente trovato un pubblico per le sue idee quando ha iniziato a lavorare con l’esercito degli Stati Uniti sullo sviluppo della leadership. L’esercito cercava un modo per aiutare i suoi leader a gestire meglio lo stress e i conflitti e le idee di Gallwey facevano al caso suo.

Da allora, Gallwey lavora con organizzazioni di tutto il mondo per aiutarle ad applicare i principi dell’inner game alle loro sfide specifiche.

John Whitmore, leadership e performance aziendale

Dei suoi cinque libri su leadership, coaching e sport, il testo più conosciuto è senz’altro “Coaching per performance”, tradotto in diciassette lingue, arrivato oggi alla quarta edizione.

John Whitmore è anche il co-creatore insieme a Graham Alexander e Alan Fine, del modello GROW, uno dei più conosciuti e applicati nel coaching.

G. (Goal): fissare l’obiettivo sia della sessione, sia nel breve e lungo termine;

R. (Reality): verificare la realtà, cioè dati di fatto al fine di analizzare la situazione;

O. (Options): valutare tutte le opzioni e le strategie alternative di azione per raggiungere gli obiettivi definiti.

W. (Will): verificare la volontà del coachee di mettere in atto quanto discusso, cioè (What) che cosa si deve fare, (When) quando farlo, e (Who) chi deve farlo.

In conclusione, la maieutica socratica può essere considerata il precursore del coaching, poiché Socrate aiuta i suoi studenti a capire se stessi. Carl Rogers passa dalla psicologia al coaching, cercando di venire in aiuto ai suoi studenti. Timothy Gallwey ha sdoganato e portato il coaching alla ribalta grazie alle intuizioni derivate dai suoi studi sportivi. John Whitmore, infine, è considerato colui che portò definitivamente il coaching nelle aziende.

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