“Datemi una leva e vi solleverò il mondo” – Archimede

Archimede di Siracusa, matematico e inventore greco, un giorno avrebbe detto: “Datemi una leva e solleverò il mondo”. Questa frase deriva dalla scoperta dell’uso delle leve per sollevare gli oggetti ed è stata poi tramandata da molti filosofi e matematici.

Cosa c’entra la leva con il coaching?

Con la motivazione verso il cambiamento!

In che senso una leva può essere collegata alla motivazione verso il cambiamento?

La motivazione è il motore che spinge all’azione ed è l’elemento fondamentale per incominciare un cambiamento e per ottenere risultati duraturi nel tempo.

E a proposito di leve, esistono leve motivazionali opposte e ben distinte, che spingono le persone ad agire: la leva del piacere e la leva del dolore. Istintivamente tutti noi facciamo scelte e prendiamo decisioni rispettando sempre queste due condizioni: allontanarci dal dolore e avvicinarci al piacere.

In un primo momento, verrebbe da affermare che è la leva del piacere quella più forte, che porta al raggiungimento dell’obiettivo e alla piena gratificazione; in realtà l’essere umano si muove e molto più spesso agisce per evitare un dolore.

È nella natura umana agire in modo da evitare un potenziale dolore, piuttosto che cercare un potenziale piacere! Di conseguenza, molte decisioni vengono prese spinti dalla leva dolore, anche se potrebbe sembrare un paradosso.

Come possiamo trovare la giusta motivazione per affrontare il nostro cambiamento?

Proprio come il principio fisico (che agisce su una meccanica precisa e semplice), la leva che possiamo utilizzare per agire con motivazione, sfrutta una forza modesta permettendoci di ottenere grandi risultati.

È proprio toccando le leve giuste che smettiamo di fare ciò che può farci stare male. Quando le persone decidono di portare un cambiamento, scaturisce in loro una passione che gli fa credere in quello che fanno. Per lavorare a questo cambiamento, però, oltre al piacere di inseguire i propri obiettivi e migliorarsi, può servire agire sulla leva del dolore, per poter guardare in faccia la realtà ed essere onesti con sé stessi.

Spesso sentiamo il bisogno di voler smettere di fare qualcosa, perché sappiamo che è un male per noi, ma non ci riusciamo, perché?

Perché associamo più dolore al cambiamento rispetto che a quella situazione! L’uomo per natura è predisposto ad evitare il dolore, invece che cercare il piacere, ma evitando qualcosa che non piace, non significa che troveremo qualcosa che piaccia.

Inoltre, non prendendo in considerazione un’altra possibilità (la leva del piacere), ne consegue una mancanza di chiarezza: non sappiamo cosa vogliamo e cosa ci provoca piacere, manca il focus su un’alternativa, su quello che vogliamo. Ecco perché tante persone vivono cercando di sfuggire dal proprio lavoro, dalla propria vita, dalla propria relazione accontentandosi di standard bassi.

In pratica, si dovrebbe sempre pensare che c’è una leva più forte che spinge verso una condizione di minor dolore (o di maggior piacere). Ricordati anche, che per cambiare veramente una situazione bisogna essere disposti a fare qualcosa che non si è mai fatto, a rompere uno schema, iniziando dall’approccio che ho verso quella situazione!Siamo noi a decidere quanto dolore attribuire alla condizione in cui ci troviamo e quanto piacere vogliamo associare alla condizione che otterremo.

Prima di pensare al dolore che ti potrebbe provocare l’agire verso il cambiamento, prova a chiederti: cosa mi perdo nella mia vita se rimango in questa situazione?

A presto

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