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Il coach ed i conflitti di interesse

da | Gen 16, 2023

I coach hanno la responsabilità di sostenere l’etica della loro professione. Ciò significa creare un ambiente favorevole al supporto dei loro clienti, essere onesti nelle loro valutazioni e comunicazioni e comportarsi in modo da riflettere i valori della professione.

I coach devono anche essere consapevoli delle implicazioni etiche delle loro azioni e decisioni e fare scelte nell’interesse dei loro clienti.

Ma cosa succede quando il coach ha un conflitto di interessi? Quando un coach ha un conflitto di interessi, può mettere il coachee in una posizione difficile perché può essere più interessato al proprio tornaconto personale che agli interessi del cliente. Questo può portare a prendere decisioni che non sono nell’interesse del coachee e può anche creare una frattura nella fiducia che si crea nella partnership.

È importante quindi che i coach siano consapevoli dei propri interessi personali e che questi non siano in conflitto diretto o indiretto con quelli del cliente.

Generalmente se un coach ha un conflitto di interessi, una volta scoperto di averlo, deve comunicarlo al coachee in modo che questo possa prendere una decisione informata.

L’International Coach Federation (ICF) ha stilato un documento che elenca gli standard di comportamento a cui deve attenersi il coach.

Di seguito vi proponiamo alcuni dei punti più importanti che prendono in considerazione l’etica con un focus importante sul conflitto d’interessi.

“I coach professionisti ICF aspirano a comportarsi in un modo che si rifletta positivamente sulla professione del coaching, rispettano i diversi approcci al coaching e riconoscono che sono vincolati anche dalle leggi e dalle normative applicabili.

Sezione I: Comportamento professionale in generale come coach

1) Non farò consapevolmente alcuna dichiarazione pubblica che sia falsa o fuorviante rispetto alla mia offerta come coach, o affermazioni false in qualsiasi documento scritto relativo alla professione del coaching o alle mie credenziali o a ICF.

2) Esporrò con accuratezza le mie qualifiche rispetto al coaching, così come le mie competenze, la mia esperienza, le mie certificazioni e le mie credenziali ICF.

3) Attribuirò e onorerò gli sforzi e contributi altrui e non li traviserò come miei. Capisco che la violazione di questo standard mi lascia esposto ad azione legale da terze parti.

4) Cercherò sempre di riconoscere le questioni personali che possono danneggiare, contrastare o interferire con la mia prestazione di coaching o con le mie relazioni professionali di coaching. Ogni qualvolta fatti e circostanze lo richiedano, cercherò prontamente assistenza professionale e determinerò le azioni da intraprendere, incluso se sia opportuno sospendere o interrompere il mio rapporto (o rapporti) di coaching.

5) Agirò in conformità con il codice etico di ICF in tutte le situazioni di formazione, di mentoring e di supervisione di coach.

6) Condurrò e comunicherò studi e ricerche con competenza, onestà e nel rispetto degli standard scientifici riconosciuti e le linee guida applicabili all’argomento. La mia ricerca verrà svolta con l’opportuno consenso e approvazione da parte di coloro che sono coinvolti, con un approccio che protegga i partecipanti da qualsiasi danno potenziale. Tutte le ricerche verranno svolte in conformità alla legislazione applicabile della nazione in cui si svolgono.

7) Manterrò, archivierò e disporrò ogni documentazione del lavoro svolto in relazione al mio lavoro di coaching in modo tale da promuovere la confidenzialità, la sicurezza e la privacy, in conformità alle leggi e agli accordi vigenti.

8) Utilizzerò le informazioni di contatto dei membri ICF (indirizzi e-mail, numeri di telefono, etc) solo nel modo e nella misura autorizzati da ICF.

Sezione II: Conflitti di interessi

9) Cercherò di evitare conflitti di interessi reali e potenziali e comunicherò apertamente tali situazioni. In caso di conflitto offrirò di rimuovermi come coach.

10) Informerò il mio cliente e il suo committente di tutti i compensi previsti che potrei corrispondere a terzi o ricevere da terzi per la presentazione di quel cliente.

11) Baratterò le mie prestazioni in cambio di servizi, beni o altri compensi non monetari, solo qualora non venga compromessa la relazione di coaching.

12) Non riceverò consapevolmente qualsiasi beneficio o guadagno personale, professionale o monetario dalla relazione coach-cliente, a eccezione del compenso pattuito nell’accordo o nel contratto.

In conclusione, un coach può trovarsi di fronte a una situazione difficile che richiede una decisione etica. Non ci si può aspettare che un coach sia perfetto, ma che cerchi di fare la cosa giusta agendo sempre nell’interesse del cliente e prendendo decisioni nell’interesse del cliente stesso.”

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