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ESSERCI: il dono più bello per te e per gli altri. (parte 1)

by | Sep 23, 2021

“È facile dire: “Eccomi!” Bisogna anche esserci.” Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957
I primi 2 passi per praticare la Presenza come fa un coach.

Essere presenti a sé stessi e agli altri è una delle forme più elevate di Amore, ma siamo sempre veramente connessi nelle situazioni che viviamo? 

Ecco i primi due passi fondamentali per vivere pienamente il rapporto con te stesso e nelle relazioni con le persone.

Il Qui e Ora

Quante volte soffri pensando a qualche cosa che è successo in passato? Oppure, quante volte ti pre-occupi di qualcosa che potrebbe accadere in futuro, senza avere nemmeno la certezza che quella cosa accadrà? 

Siamo sinceri, succede spesso, ma pensa a quanto meraviglioso sarebbe e quanta sofferenza risparmieresti, se imparassi a vivere nel momento presente, assaporando ogni cosa che sta succedendo “in questo momento”.

Potresti accorgerti ogni giorno di non avere più bisogno di qualcosa perché ormai superato per la persona che sei diventato, oppure potresti prendere consapevolezza di quella necessità che echeggiava, come una voce nella tua testa, dicendo “voglio qualcosa, ma non so bene cosa” e di conseguenza concentrarti sulle tue esigenze.

E poi ci sono gli altri, le persone che ti circondano: quante volte Ci Sei Realmente? Sei totalmente connesso con loro, senza che i pensieri affollino la mente rispetto le tue esperienze passate o preoccupazioni future?

Immagina quante cose potresti apprendere e quante volte meravigliarti di scoprire aspetti di persone che non avresti mai immaginato, se solo la tua mente fosse concentrata sul vivere il momento e non su cosa fare poco dopo… Vivere nel Qui e Ora richiede un lavoro di consapevolezza quotidiano, ma non c’è regalo più bello che tu possa farti e, nel fluire del presente, che tu possa fare a chi ti sta intorno. 

L’Ascolto

Pieni di quello che conosciamo e che fa riferimento al passato, interpretiamo la realtà rispetto alle precedenti esperienze che intasano la mente di opinioni, false credenze e non lasciamo spazio al nuovo.

Sicuri di sapere – “È l’esperienza che me lo dice!” – borbotta l’Ego – non siamo, di conseguenza, predisposti all’ascolto.

Quando siamo nel Qui e Ora, la nostra mente è leggera, nel presente, e come un bambino pieno di curiosità, non vede l’ora di ascoltare, ascoltare veramente

Ascoltando si è partecipi e coinvolti, non siamo più spettatori della vita, ma siamo in un dialogo continuo con la nostra parte più profonda.

Una delle doti fondamentali per un coach è l’Ascolto Attivo. Un tipo di ascolto che si basa sull’empatia e sull’accettazione; è la capacità di porre attenzione alla comunicazione dell’altro senza formulare giudizi.

Ecco alcuni suggerimenti su come sviluppare l’ascolto attivo:

  • Stare in silenzio e prestare attenzione 
  • Non giudicare
  • Comunicare la nostra comprensione
  • Evitare le distrazioni
  • Prestare attenzione alla comunicazione non verbale
  • Riformulare il contenuto per verificare di aver compreso

Adesso vorrei farti una domanda (anzi, due, se me lo permetti) e sono curiosa di ascoltare le tue risposte!

Qual è, se ne hai già uno, il tuo modo per entrare a vivere il Qui e Ora?

E cosa metti in pratica per ascoltare attivamente?

Ti aspetto.

CREDITS

Foto di yuyun fan da Pixabay

5 Comments

  1. Ivan

    Articolo molto interessante e utile. Grazie per averlo scritto.

    Reply
    • Giovanni Magni

      Grazie a te e grazie. Giovanni Team Crea

      Reply
  2. Giovanni Magni

    Ottimo articolo, esprime concetti importanti e fondamentali con la “semplicità” che deve avere un coach! complimenti

    Reply
  3. Ylenia

    Ciao Roberta e tutti,

    complimenti per questo articolo in cui mi ritrovo al 100%.

    Colgo le domande a cui aggiungo il mio contributo:
    1. io credo che la bussola primaria risieda nel grado di empatia propria in ognuno. Natura vuole esistano infinit* gradi e forme di essa, ma certo è che ci fa recepire tutto in maniere tutte diverse.
    Personalmente, vivo in un continuo lavoro di concentrazione per restare nell’ “oggi”, vivere l’ “adesso” senza contaminazioni derivanti da esperienze passate che possono minare e alterare la mia percezione del “qui e ora”. Il futuro, al contrario, mi restituisce ottimistica positività e sana fiducia: insomma, un buon mix che mi permette di stare bene nel presente. Con la quotidianità di eventuali ostacoli, ovviamente

    2. io credo che l’ascolto attivo sia davvero una dote. In una società 4.0 trovo venga meno, travolto da milioni di input giornalieri che gareggiano (tra essi stessi) per farsi notare —> prendere in considerazione —> ascoltare.
    Personalmente, ho sempre preferito ascoltare. Perché mi ha dato e mi dà tanto, ne traggo linfa e la faccio mia, la modello, la plasmo e la restituisco nuova. Appunto, mia. É un ciclo continuo che nutro: tendo a sorridere in ogni circostanza per aprire canali, a “toccare” per far percepire la mia presenza (sì, io sono qui con te)

    Grazie per avermi letta, per avermi ascoltata.

    Reply
    • Giovanni Magni

      Ciao Ylenia e grazie per il tuo contributo, sono in accordo con te. Hai colto lo scopo di questi articoli : dare spunti riflessivi dove ognuno possa aggiungere il suo contributo per gli altri, grazie di cuore . Giovanni Team Crea

      Reply

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