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ESSERCI: il dono più bello per te e per gli altri. (parte 2)

by | Sep 30, 2021

“Non giudicare il tuo vicino finché non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe.”, Proverbio dei Nativi Americani. Altri due strumenti utili per praticare la Presenza come fa un coach.

L’articolo precedente sul “dono più bello”, riguardava i primi due step che portano un coach ad Esserci: vivere il Qui e Ora e Ascoltare Attivamente. Abbiamo parlato di Ascolto Attivo, che si basa sull’empatia e sull’accettazione, ed è la capacità di porre attenzione alla comunicazione dell’altro senza formulare giudizi.

Giudizio ed accettazione. Queste due parole sono altre due chiavi di Volta in qualsiasi relazione, che sia con sé stessi o con gli altri, e se prendi consapevolezza del potere che hanno, l’effetto sarà… WOW!

Sospensione del Giudizio

Il giudizio si potrebbe definire come il risultato derivante dagli schemi mentali, dalle credenze e dalle esperienze di ognuno, che porta a categorizzare grossolanamente la realtà. Giudicando diamo “etichette”, definiamo situazioni, inquadriamo rapidamente una persona in base a quello che per noi è conosciuto.

Sospendere il giudizio non significa non avere un parere su qualcosa, ma andare oltre l’apparenza, ciò che pensiamo di conoscere e non assolutizzare le esperienze personali.

Ma adesso, siamo nel Qui e Ora, dove lasciamo andare il passato (e con esso le sovrastrutture mentali che portiamo con noi) e Ascoltiamo Attivamente. Come possiamo anche sospendere il giudizio? 

Prima di tutto ascoltando sinceramente noi stessi quando rispondiamo alla domanda “Quanto riesco a espandere un mio pensiero fuori da un pregiudizio?” e poi predisponendoci ad accogliere l’altro, imparando ad accettare la sua diversità e unicità. Dandoci, fondamentalmente, la possibilità di imparare sempre qualcosa di nuovo.

L’Accettazione

Essendo nel presente, ascoltando attivamente e sospendendo il giudizio possiamo accogliere le emozioni senza esaltarle o demonizzarle e ricevere ciò che ci viene detto (o che ci diciamo) con una nuova consapevolezza che ci aiuta a non precipitare in stati emotivi che possono diventare vere e proprie “prigioni”.

Affrontare le emozioni con consapevolezza e comprensione risulta importante per vivere in armonia con noi stessi e con gli altri, perché accettare significa creare una relazione senza pregiudizi, rispettando l’altro per quello che è, lasciando che emerga la sua autenticità.

Potrà sembrare assurdo, sorgerebbe spontanea la domanda “Mi stai dicendo che io posso avere un atteggiamento volontario per riconoscere, accogliere e vivere un emozione anche sgradevole?”. La risposta più sincera che posso darti è “Sì. Non è facile, non è banale, ma si può”.

E proprio per questo voglio lasciarti due spunti, che spero possano esserti di supporto durante il tuo cammino, qualunque esso sia:

  1. Come tutti i fenomeni, anche le emozioni hanno un inizio e una fine;
  2. Noi non siamo le nostre emozioni, siamo come reagiamo ad esse.

La pratica di questi quattro pilastri (vivere Qui e Ora, Ascolto, Sospensione del Giudizio e Accettazione) sono il punto di partenza per un viaggio alla scoperta di noi stessi e degli altri, non un punto di arrivo. Nello zaino potremmo mettere: pazienza, dedizione, fiducia e voglia di scoprire. 

Esserci è il dono più bello che tu possa farti: sei pronto per iniziare questo viaggio? 

Cosa aggiungeresti nel tuo zaino? (Se lo preferisci, anche un trolley va bene 😉)

Ti aspetto

CREDITS

Foto di rottonara da Pixabay

4 Comments

  1. Stefano

    Bellissimi i quattro pilastri!

    Nel mio zaino aggiungerei “La Perseveranza” ossia la capacità di riconoscere che la crescita personale consiste in un percorso lungo e tortuoso, è importante essere pazienti, i risultati arriveranno! 🙂

    Reply
    • Giovanni Magni

      Grazie Stefano, certamente la perseveranza è una potenzialità utile da metterei nei nostri zainei, continua a seguirci e dirci la tua, a presto e grazie GIovanni team Crea

      Reply
  2. Ylenia

    Ciao Roberta e tutti,

    questo secondo articolo, per me, è ancora più emozionante (se possibile) del primo.

    Sì, poiché qui si entra nel vivo dell’Emozione intesa come idea/pensiero. Si tratta di un cammino davvero impegnativo e costante, ma plausibile per noi stessi è entrare nel cuore del pathos. Da qui, “tagliamo i rami secchi” dell’albero della nostra vita, che sempre dovrebbe essere rigoglioso e ben verde. Da qui, apriamoci ad osservare noi stessi reagire ad ogni emozione quotidiana che è temporanea.

    Fervida sostenitrice dell’Istinto, ricordo ogni giorno a me stessa quelle “formule di addestramento” che portano a consapevolezza e ricchezza dell’Io.

    E tutto si mostra in positivo.

    Ecco, allora, che in un mondo instabile si fa fondamentale (e non più solo plausibile) la strada dell’Esserci come vero dono. Per te e per l’altro.

    Grazie

    Reply
    • Giovanni Magni

      Grazie Ylenia, queste tue considerazioni sono utili e importanti per tutti noi, continua a eseguirci e mettere la tua voce a disposizione di tutti coloro che leggono, grazie ancora. Giovanni Team Crea

      Reply

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