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Credenze limitanti: la differenza tra vincere e perdere

by | Jun 13, 2022

Che cosa fa percepire a  una persona,  un  cliente,  un’azienda o una organizzazione essere un vincente che raggiunge con gioia gli obiettivi prefissati, piuttosto che un perdente che si sente vittima degli eventi e che vede allontanarsi la meta tanto desiderata?  Chi è  e cosa significa essere un vincente?

La risposta sembra semplice anche se non lo e’: un vero vincente è colui che ha imparato a gestire al meglio le proprie emozioni.

Servono altre competenze e capacità ? certo che si ; Allenare la propria intelligenza emotiva certo è fondamentale per vincere nelle sfide che ci pone la vita.

Quando seguo atleti professionsiti che praticano sport da combattimento a contatto pieno, spesso la vittoria o la sconfitta viene decisa dalle “emozioni” e dagli “stati d’animo” degli atleti.

Nello stesso modo un  manager che ha paura di fallire, potra essere un vero vincente?  il manager che ha paura di fallire non riesce ad ottenere  il massimo e il meglio  dalle  persone con cui collabora, perché la paura non gli consente di essere efficace come dovrebbe, di conseguenza non riesce a di condividere completamente il suo Know how.  E’ indirettamente proporzionale, più cresce la paura, più calano le prestazioni. Il manager che non si sente all’altezza della situazione e della responsabilità, sia in termini professionali che umani che tipo di leadership pensate possa produrre? 

 Una risposta sta nel sistema di credenze e di convinzioni limitanti– e, se ci state seguendo nel blog o sui video,  avrete  già capito chiaramente la differenza tra i due termini – che abitano all’interno del singolo individuo. 

Tutti noi abbiamo una serie di credenze e di convinzioni – alcune positive/efficaci, altre negative/inefficaci – che ci accompagnano nella vita quotidiana. Queste credenze e convinzioni sono il risultato dell’apprendimento ed esperienza maturati dal nostro inconscio/incosapevole. Il loro funzionamento è automatico e per questa ragione sembrano molto complesse da modificare. Una volta che sono state create, potrebbero accompagnarci  per tutta la vita.

Sono realmente così complesse da modificare? Certo bisogna avvicinarle nella maniera appropriata altrimenti potremmo ottenere  l’effetto contrario.

E’ importante sapere che le credenze e/o convinzioni limitanti, che ci bloccano  nella vita, possono  essere modificate e sostituite se necessario attraverso un processo di riorganizzazione cognitiva.

” L’essere umano, in quanto tale, non è né buono né cattivo, ma diviene tale. Le azioni che compie sono il risultato del suo ambiente e dei suoi pensieri. “ – Charles Darwin

Nel corso delle nostre vite siamo tutti stati testimoni di situazioni in cui una persona è stata colpita da un evento negativo: la perdita di un lavoro, la rottura di un rapporto amoroso, la malattia. Queste situazioni possono essere poco gradite e spesso le consideriamo come “catastrofi”. In realtà queste situazioni rappresentano degli stimoli importantissimi per imparare a crescere e ad evolvere.

Avere le idee chiare e di conseguenza conoscere le proprie credenze è fondamentale per sviluppare competenza, autostima e carisma, per avere successo in qualsiasi attività lavorativa e non solo. Le persone che non hanno le idee chiare su se stesse, sulle proprie capacità e potenzialità, non riusciranno mai ad attuare i propri obiettivi di vita.

Socrate insegna : Conosci Te Stesso !

Sapere lavorare sulle credenze limitanti è una skill fondamentale per un coach, ed un modo per supportare i propri clienti nel raggiungimento dei propri obiettivi. 

Per prima cosa un coach MAI dovrà andare contro una credenza limitante del cliente, sappiate che l’unica persona che potrebbe mettere in dubbio una propria credenza è la persona stessa!

Quello che possiamo fare come coach per accompagnare il cliente a verificare e mettere in dubbio la credenza/convinzione, è farlo consapevolizzare che è limitante nei confronti dell’obbiettivo che vuole ottenere, dopodichè chiedere quali dati OGGETTIVI e ripeto OGGETTIVI sostengo la credenza/ convinzione.

Concludo questo accenno sulle credenze, condividendo che la maggior parte delle credenze/convinzioni degli esseri umani sono SOGGETTIVE, raramente hanno dati oggettivi infoncutabili che le sostengono. E’ qui che entra in gioco la capacità del coach attraverso l’uso delle domande ad accompagnare il cliente verso un nuovo punto di vista delle sue credenze e/o convinzioni.

Se vuoi saperne di più, chiedi info senza impegno oppure fai il test gratuito sulle soft skill del coach.

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