CONFLITTO, RELAZIONE, LEADERSHIP. IL CAMMINO DELL’EROE 2.

CONFLITTO, RELAZIONE, LEADERSHIP. IL CAMMINO DELL’EROE 2.

CONFLITTO E RELAZIONE

Come sviluppare la leadership? Non certo con una reazione di evitamento del conflitto. Partiamo da un concetto che dev’essere chiaro. Il conflitto è parte integrante della relazione. Il conflitto è vita. Se c’è un conflitto, c’è energia, c’è emozione.

Quello che accade abitualmente in un conflitto è che sembra più facile e meno faticoso, in apparenza, “rimanere nemici”, alimentati dall’energia della contrapposizione con il nemico. La tendenza è quella di cercare di vincere unilateralmente più che si può.

Si tratta del gioco a somma zero (io vinco/tu perdi; +1-1=0). In realtà, come si insegna il PON Program On Negotiation dell’Università di Harvard, cooperare è più conveniente che competere: vincere entrambi porta a far capire che si vince di più se si vince tutti (sistema win-win, contrapposto a quello win-lose).
Secondo la teoria dei giochi questo risultato viene definito “a somma positiva”.

Nella situazione conflittuale è come se si creasse un “vuoto”, un vacuum tra i contendenti, una no man’s land che ciascuno si sente in dovere di conquistare per vincere.

LA MEDIAZIONE

La mediazione segue alcune regole che partono dal rispetto, dalla non generalizzazione, ovvero dal restare caparbiamente attaccati al fatto contingente e dal riconoscere il bisogno di riconoscimento sotteso al conflitto.

Ma ancora prima sgombrando il campo dalla tendenza, sbagliata, a voler appianare e accantonare il conflitto. Questo è semmai, l’ultimo anello di una catena che parte dall’esprimere il riconoscimento del conflitto e il voler stare, esserci.

La mediazione favorisce innanzi tutto il passaggio dal conflitto distruttivo (voglio annullare l’altro, anche andandomene) al conflitto costruttivo.

Fondamentale il riconoscimento che ciascuno dei contendenti ha il diritto di sentirsi libero, cosa che il conflitto ci toglie, in quanto ci incatena emotivamente. Riappropriarsi della propria vita e del senso di dignità che il conflitto può aver in qualche modo leso è spesso più importante del fatto in se.

LEADERSHIP

Essere leader come? Il vero leader è uno ed è quello assertivo.

Come si fa ad essere leader assertivi? Bisogna diventare direttore d’orchestra.

I componenti di un’orchestra suonano un solo strumento e seguono il loro spartito. Non possono e non devono curarsi di cosa suonano gli altri. Gli altri strumenti di cui dispone l’essere umano, parlando di stili comunicativi, oltre all’assertivo, sono aggressivo e passivo/disponibile. Il leader assertivo è colui che riesce a usare tutti gli strumentie farli suonare come e quando serve, perchè ne ha disponibilità. Se te ne manca uno, suonerai stonato. Ovviamente non puoi barare, suoneresti paradossale,  ma puoi “allenare” quegli stili comunicativi che non usi e farli diventare nelle tue corde.

Bionergetica, archetipi e coaching, un approccio innovativo di Crea

Angelo

Team Crea

 

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